November, 2008

Sabato 13 dicembre, Manifestazione a Castel Volturno dei Migranti e dei Rifugiati

November 29th, 2008 November 29th, 2008
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13 DICEMBRE: MANIFESTAZIONE DEL MOVIMENTO DEI MIGRANTI E DEI RIFUGIATI A CASTEL VOLTURNO
 
La mattina di giovedì 20 novembre, a Castel Volturno, si è svolta una vasta operazione delle forze dell’ordine presso l’American Palace, un condominio sulla strada statale Domitiana di Castel Volturno, dove vivono prevalentemente migranti, richiedenti asilo e rifugiati africani che lavorano nell’agricoltura e nell’edilizia. È un luogo simbolo dell’insediamento della comunità africana in Campania ed è lì che si tenne la conferenza stampa dopo l’agguato di camorra che il 18 settembre sterminò 6 migranti africani innocenti; una delle sedi in cui nacque quel movimento di protesta civile contro la camorra che ha pochi eguali nella società civile italiana.
 
L’irruzione all’America Palace sembra essere più una intimidazione ed un accanimento verso quei cittadini che a Castel Volturno sono spesso vittime di soprusi, costretti alla clandestinità da una normativa che non offre nessuna possibilità ai lavoratori immigrati di regolarizzarsi.
 
Un’operazione che ha coinvolto un enorme dispiegamento di forze dell’ordine per cercare armi, droga e latitanti, e che nei fatti - dopo aver perquisito 25 appartamenti, fermato e fotosegnalato 90 persone, anche titolari di permesso di soggiorno - non ha prodotto nulla. Agli atti, a riprova di quanto sempre sostenuto dagli immigrati stessi: non è stato trovato nessun latitante, nessun quantitativo di droga, nessun’arma. Una spesa enorme per la collettività che avremmo preferito fosse speso per combattere la camorra ed il disagio sociale, per ristrutturare gli edifici scolastici o per favorire l’inclusione sociale delle fasce deboli.
 
L’operazione, inoltre, è stata portata avanti commettendo gravi irregolarità: appartamenti danneggiati, soldi e oggetti di valore spariti, ed ancora adesso tra i 57 migranti deportati nei C.I.E. alcuni sono richiedenti asilo illegittimamente trattenuti.
 
Per queste ragioni il Movimento dei Migranti e dei Rifugiati ha deciso di indire una manifestazione a Castel Volturno il giorno sabato 13 dicembre, a chiusura della settimana per la celebrazione del 60° anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.
 
La manifestazione partirà dall’American Palace stesso per giungere al Comune di Castel Volturno dove gli immigrati e le associazioni terranno un’assemblea pubblica. Il Movimento dei Migranti e Rifugiati ed il movimento antirazzista invita tutte le realtà democratiche, gli studenti ed in particolare i cittadini di Castel Volturno, a partecipare ad una manifestazione che vuole combattere ogni violenza e repressione ribadendo che non può esserci nessuna sicurezza senza diritti, che per costruire un nuovo territorio non si può continuare a considerare gli immigrati il capro espiatorio del degrado di un territorio che non conoscerà  riscatto se non al fianco degli immigrati, contro tutte le camorre e le forme di razzismo.
 
Infine si segnala che i deputati del Pd Andrea Sarubbi, Jean Leonard Touadì, Pina Picierno e Stefano Graziano sul blitz all’American Palace hanno presentato un’interrogazione parlamentare alla Camera.
 
Sabato 13 Dicembre
Manifestazione a Castel Volturno del Movimento dei Migranti e dei Rifugiati
- Per i diritti dei Migranti
- Per la liberazione dei migranti detenuti nei C.I.E.
- Per la costruzione di un territorio solidale e libero da tutte le camorre
 
MOVIMENTO DEI MIGRANTI E DEI RIFUGIATI
RETE DELLE ASSOCIAZIONI ANTIRAZZISTE
 
INFO:
www.casertamigrante.org
casertamigrante@gmail.com
Tel: 3334752396

Venerdi 12 dicembre, Sciopero Generale del sindacalismo di base

November 29th, 2008 November 29th, 2008
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12 dicembre SCIOPERO GENERALE per l’intera giornata indetto dal sindacalismo di base CUB - Confederazione Cobas - SdL Intercategoriale
 
Dopo il grande successo dello sciopero generale e l’enorme numero di manifestanti (500 mila secondo quasi tutti i mezzi d’informazione) in piazza il 17 ottobre scorso, Cub, Cobas e SdL intercategoriale, le tre organizzazioni del sindacalismo di base e alternativo che hanno stipulato il Patto di Consultazione permanente, ritengono indispensabile che si giunga ad una seconda giornata di sciopero generale che esprima la più ampia protesta dei lavoratori dipendenti pubblici e privati contro la Finanziaria e l’intera politica economica e sociale del governo Berlusconi.
 
Cub, Cobas e Sdl intercategoriale intendono anche rispondere positivamente alla corale richiesta proveniente dall’intero popolo della scuola pubblica (studenti, docenti, Ata, ricercatori, genitori e cittadini in difesa della scuola) per uno sciopero generale che sappia raccogliere la spinta del possente movimento in difesa della scuola e dell’Università pubbliche che oramai da settimane è incessantemente mobilitato.
 
Perciò, Cub, Cobas e SdL intercategoriale convocano congiuntamente per la giornata del 12 dicembre lo sciopero generale di tutte le categorie per l’intera giornata :
 
- Contro la Finanziaria, i tagli e la privatizzazione di scuola e Università;
- Per la cancellazione della legge 133 e della 169 (ex-decreto Gelmini);
- Per usare il denaro pubblico per forti aumenti salariali e pensionistici per scuola, sanità e servizi sociali e non per salvare banche fraudolente e speculatori;
- Contro la precarietà e per l’abolizione delle leggi Treu e 30;
- Per la sicurezza nei posti di lavoro;
- Per la difesa del diritto di sciopero e il recupero dei diritti sindacali sequestrati dai sindacati concertativi.
 
Nella giornata del 12 dicembre le tre organizzazioni manifesteranno a livello regionale e provinciale, cercando la massima unità con le mobilitazioni degli studenti e del popolo della scuola pubblica che sarà in piazza in tutta Italia.
 
 
Cub  -  Confederazione Cobas  -  SdL intercategoriale

 

Chi sbaglia palazzo è una testa di c…

November 23rd, 2008 November 23rd, 2008
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COMUNICATO STAMPA
 
CHI SBAGLIA PALAZZO E’ UNA TESTA DI C…
 
Scandalosa l’operazione delle forze dell’ordine contro i migranti ed i rifugiati di American Palace a CastelVolturno, che ha prodotto 90 fermi di migranti richiedenti asilo politico e lavoratori senza permesso di soggiorno.  Un numero elevatissimo di poliziotti e  carabinieri ufficialmente alla ricerca di 4 latitanti, di armi e droga hanno perquisito gli appartamenti simbolo dell’insediamento africano a Castel Volturno e, dopo aver distrutto porte,  vetri e suppellettili di ogni genere, senza trovare nulla di quello che cercavano, hanno tradotto decine di persone presso il Commissariato dei Carabinieri di Mondragone e la Scuola di Polizia di Caserta. 
 
E’ evidente a questo punto come le politiche del governo Berlusconi e del Ministro leghista Maroni abbiano l’intento di dichiarare guerra ai migranti, nutrendosi della marginalità sociale a cui sono costretti da condizioni di vita e di lavoro miserevoli. Nella situazione caotica ed esplosiva di CastelVolturno, questa operazione non farà altro che alimentare la rabbia e l’indignazione dei migranti: una miscela esplosiva che si ripercuoterà contro chi ha inscenato questa   scandalosa parata.
 
Una operazione dal carattere tanto simbolico quanto intimidatorio spinta, probabilmente, dagli interessi tesi a ridurre drasticamente la presenza della comunità immigrata, magari per lasciare il posto ad una nuova speculazione edilizia. O, forse, la rivolta immigrata dopo la strage di Castel Volturno non poteva restare impunita.
 
Tutto ciò non è altro che il frutto di una politica fascista, razzista, basata sulla repressone e sul protagonismo militare. Non bastava la strage camorrista, la legge Bossi–Fini, i ritardi della Questura sul rilascio dei permessi di soggiorno, il discriminante Decreto Flussi, no non bastava,  allora le Autorità competenti hanno deciso di umiliare e intimidire gli extracomunitari di Castel Volturno nelle proprie case, distruggendole e deportandoli nei Centri di Identificazione ed Espulsione.
 
In un territorio soffocato dalla criminalità un blitz violento come questo smaschera l’intento dello Stato di disinteressarsi della soluzione dei problemi reali e farsi garante degli interessi forti presenti sul territorio, camorra compresa.
 
A Caserta lo Stato utilizza il pugno di ferro contro i movimenti, i centri sociali, gli studenti e gli immigrati nel tentativo di normalizzare il deserto sociale nel quale il capitalismo armato genera enormi profitti e nascondere dietro il capoluogo-vetrina, sempre addobbato e tirato a lucido, il lato oscuro e predatorio di questo Paese.
 
Terra di Lavoro, 22 novembre 2008
 
Rete dal Basso
per l’autorganizzazione sociale in Terra di Lavoro
 
C.S.O.A. Tempo Rosso,  Agro Caleno
Laboratorio Sociale Millepiani, Caserta
C.S.A. Spartaco, Santa Maria Capua Vetere
C.S.A. 28 Dicembre, Maddaloni

Sabato 22 novembre, Ammontone All Stars Hip Hop Live Show

November 15th, 2008 November 15th, 2008
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[visualizza locandina]

Sabato 22 Novembre
ore 22.00
 
Ammontone All Stars Hip Hop Live Show
con:
 
STRADIVARI aka DJ UNCINO
OP.ROT (ganja farm) & CEFRO (tck family)
O’LWUONG & DOPE 1 as EQUALIZER
NAPOLI KI MIC ON
 
ingresso a sottoscrizione minima
 
Difendi gli Spazi Sociali!
Diffondi Autogestione!
La Diaz non si dimentica!
 
in funzione:
Internet Point Popolare su piattaforma Linux
Info shop CopyRiot
Baretto dei Mille
Free Ganja Area
Streaming RADIOSSINA

Laboratorio Sociale MillePiani
[SpA] Spazio Pubblico Autogestito
Ex Caserma Sacchi - Via San Gennaro 4
Caserta [localita’ Falciano]

INFO:
info@laboratoriomillepiani.org
www.laboratoriomillepiani.org
www.radiossina.info
Tel: 0823 327534

Venerdi 14 novembre, Manifestazione Nazionale STOP GELMINI a Roma

November 11th, 2008 November 11th, 2008
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L’ONDA ANOMALA NON SI ARRESTA!
VENERDI’ 14 NOVEMBRE, TUTTI A ROMA!
 
Venerdi 14 novembre, grande manifestazione nazionale di Scuola e Università.
 
Basta tagli a scuola, università e ricerca!
No alla trasformazione delle università in fondazioni!
 
Ritiro Immediato delle leggi 133 e 137.
Gli Unici tagli che vogliamo sono quelli dei soldi pubblici bruciati in spese militari, in aiuti ad affaristi bancarottieri ed in finanziamenti alle scuole private!
 
Spazio ai saperi liberi ed ai giovani precari.
Siamo noi la produzione, siamo noi il futuro!
 
Se ci bloccate il futuro, noi vi blocchiamo la città!
 
Venerdi’ 14 novembre
Manifestazione Nazionale di Scuola e Università a Roma
 
INFO: www.uniriot.org

 

A Caserta vince la democrazia della partecipazione dal basso!

November 6th, 2008 November 6th, 2008
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COMUNICATO
 
A CASERTA VINCE LA DEMOCRAZIA DELLA PARTECIPAZIONE DAL BASSO!!!
 
Oggi alle 15.30 siamo stati ricevuti dal Sindaco Petteruti dopo tre giorni di mobilitazioni e di iniziative di lotta tese a risolvere il problema degli spazi sociali a Caserta. L’incontro è stato importante perchè ha segnato il riconoscimento politico dell’esperienza pluriennale dell’attività del Laboratorio Sociale Millepiani.
 
Nonostante le difficoltà registrate nell’avere una comunicazione e un dialogo sereno con l’amministrazione comunale, cosa che ha determinato nei giorni scorsi il presidio sotto al palazzo comunale e l’iniziativa dell’occupazione simbolica della ex scuola elementare di via Giulia a Centurano (da dove ieri notte venivamo sgomberati dall’intervento massiccio delle forze dell’ordine), prendiamo atto che una fase diversa si apre nei rapporti con l’amministrazione comunale.
 
Il Sindaco ci ha infatti proposto una destinazione delle attività del Laboratorio Sociale Millepiani all’interno della stessa Caserma Sacchi, ribadendo l’impegno preso in campagna elettorale a che una volta ultimati i lavori del terzo lotto una parte della struttura venga destinata alle associazioni casertane.
 
In ultimo il Sindaco ha regalato alla nostra delegazione una copia del libro di Platone "Apologia di Socrate" con una dedica che recita: "Ai ragazzi del Millepiani perchè apprendano dalla viva voce delle leggi quali doveri incombono ai cittadini". Noi vorremmo rispodere a questa dedica sottolineando quelli che sono altri riferimenti culturali e politici sulla democrazia: in questo senso regaleremo al Sindaco Petteruti una copia dei "Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio" di Machiavelli, nel quale il segretario fiorentino definisce la necessità che la democrazia si regga sul "tumulto" e sul conflitto come garanzia delle libertà di uno Stato.
 
Caserta, 6 novembre 2008
 
Laboratorio Sociale Millepiani
Rete Dal Basso

Il Millepiani non si tocca! No alla repressione!

November 6th, 2008 November 6th, 2008
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IL MILLEPIANI NON SI TOCCA!
NO ALLA REPRESSIONE!
 
Ieri 5 novembre il Laboratorio Sociale Millepiani ha tenuto un presidio molto partecipato sotto il Comune di Caserta per chiedere una definitiva soluzione al problema degli spazi sociali a Caserta.
Circa una settimana fa il Comune, a nome dell’Ingegnere Carmine Sorbo, ci ha notificato una lettera di sgombero nella quale ci intimava di lasciare i locali dello stabile della Caserma Sacchi che ci ospita con regolare permesso da circa tre anni.
Il presidio ha chiesto a gran voce il ritiro della lettera di sgombero e l’inizio di una seria discussione sul futuro dello spazio, che dopo cinque anni di attività abitava ancora due piccole stanze sprovviste dei servizi igienici. Nonostante la partecipazione di più di 150 persone al presidio il Comune ci ha ignorato completamente, chiudendoci le porte in faccia quando stava per salire una delegazione che cercava risposte dirette dall’Amministrazione.
 
Queste risposte non sono arrivate e quindi ce le siamo date da soli.
Al termine del presidio, infatti, è stato liberato simbolicamente un nuovo spazio comunale abbandonato al degrado, l’ex scuola elementare in via Giulia a Centurano (Caserta) in risposta alla sordità e al mutismo di quelle persone che nel luglio del 2005 esprimevano pubblicamente la loro “appartenenza” al MillePiani quando quest’ultimo era sotto attacco da parte dall’amministrazione Falco.
Il presidio alla scuola elementare di Via Giulia rappresentava una risposta al bisogno di spazi sociali a Caserta che, nonostante il cambio di amministrazione, continua a mancare.
 
Bisogno che continua ad essere subdolamente negato!
 
Ieri notte infatti è stato sgomberato il presidio permanente all’Ex Scuola Elementare in Via Giulia a Centurano.
Verso l’una e trenta di notte 17 volanti della polizia guidati da diversi dirigenti della Digos hanno fatto irruzione all’interno dello spazio appena liberato intimando il rilascio immediato della struttura.
Riteniamo questo un episodio violento ed inaccettabile che condanniamo fermamente.
Questo sgombero non fermarà la nostra lotta per la rivendicazione di uno spazio sociale adeguato alle nostre attività e al ruolo politico e sociale che il Millepiani ha avuto in questi suoi primi cinque anni di vita.
 
Intanto nella mattinata di oggi ci è stato finalmente comunicato che il Sindaco è disposto ad incontraci, dopo averci comunque ignorato in questi giorni e dopo uno sgombero che mai a Caserta si era visto.
Oggi pomeriggio alle 15.30 una delegazione incontrerà il Sindaco Petteruti per chiedere definitivamente una risposta al problema degli spazi sociali a Caserta.
 
Caserta, 6 novembre 2008
 

Laboratorio Sociale MillePiani
[SpA]
Spazio Pubblico Autogestito
Ex Caserma Sacchi - Via San Gennaro 4
Caserta [localita’ Falciano]

INFO:
info@laboratoriomillepiani.org
www.laboratoriomillepiani.org
Tel:
0823 327534

Comunicato sulle prossime mobilitazioni “Stop Gelmini”

November 5th, 2008 November 5th, 2008
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dal 30 OTTOBRE al 14 NOVEMBRE, Da Caserta a Roma:
NON PAGHEREMO NOI LA VOSTRA CRISI

Il 30 ottobre scorso il movimento “Stop Gelmini” ha sfilato per le vie di Caserta. Più di tremila persone, tra studenti medi, universitari, precari della scuola, insegnanti e militanti dei centri sociali, hanno portato in piazza le ragioni di avversione ad una contro-riforma che mortifica la scuola pubblica, ci toglie diritti e ci ruba il futuro. Siamo scesi in piazza per far vivere sul nostro territorio, nelle nostre scuole, nelle facoltà universitarie di Terra di Lavoro, la grande opposizione sociale al disegno governativo di far pagare a noi studenti, insegnanti, precari, i costi della crisi economico-finanziaria del capitalismo mondiale. Ma noi, abbiamo affermato, non pagheremo la vostra crisi. Non pagheremo la crisi, che non abbiamo provocato, di un sistema che non abbiamo scelto. Vogliamo una scuola pubblica ed accessibile a chiunque. Vogliamo un’istruzione di qualità per tutti. Per questo abbiamo lottato e lotteremo contro la legge 133, contro la distruzione di quel che rimane della scuola, della ricerca e dell’Università pubblica. Contro la logica dei tagli, che sottrae alla pubblica istruzione risorse per miliardi di euro attraverso una serie di misure che incideranno negativamente sia in quantità che in qualità su di essa: ritorno al maestro unico e alla scuola di 24 ore, taglio di migliaia di scuole, di insegnanti e personale ATA, possibile trasformazione delle università in fondazioni (completando così il processo di aziendalizzazione), sostanziale blocco delle assunzioni all’Università con pesanti limiti al turn over.

Il 30 ottobre è stato solo l’inizio di questo percorso di mobilitazione. È necessario continuare a fare informazione su quanto sta avvenendo, è necessario continuare ad essere attivi, presenti, a mobilitarsi in ogni ateneo, in ogni scuola superiore, per le strade delle nostre città. È necessario essere parte del vasto movimento che in tutta Italia, in modo unitario, si sta opponendo allo smantellamento della pubblica istruzione.

Per queste ragioni i Collettivi Studenteschi Casertani “NO PASARAN” e la Rete dal Basso aderiscono e chiamano alla partecipazione al corteo regionale che si terrà venerdì 7 novembre a Napoli con partenza alle ore 10.00 da piazza Mancini. Inoltre, proclamiamo per sabato 8 novembre una giornata di mobilitazione generale attraverso una serie di iniziative diffuse su tutto il territorio della provincia di Caserta. Tutto ciò nell’ottica di contribuire a rafforzare la grande mobilitazione nazionale del prossimo 14 novembre a Roma.

Terra di Lavoro, 5 novembre 2008

CSC “NO PASARAN”
Rete dal Basso

 

Venerdi 7 novembre, Manifestazione regionale studentesca a Napoli

November 4th, 2008 November 4th, 2008
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NON PAGHEREMO NOI LA VOSTRA CRISI!
 
Sono ormai settimane che da Palermo a Milano si susseguono cortei, iniziative di lotta e occupazioni per il ritiro della legge 133/08.
 
Siamo in un momento di forte ascesa del movimento ed è per questo che siamo constantemente soggetti ad attacchi di ogni genere volti a frammentare le istanze della lotta, a strumentalizzarla e indebolirla con pratiche concertative.
 
Mai come oggi è necessario ribadire il carattere autorganizzato della protesta, il suo essere autonoma da ogni logica di partito e la necessità di lottare uniti.
Da qui nasce la necessità di costruire un ambito unitario in grado di collegare e coordinare le lotte dei singoli atenei e delle singole scuole, superando inutili particolarismi.
La protesta non soltanto deve continuare a livello cittadino, ma dobbiamo impegnarci affinchè tutte le realtà protagoniste di questa mobilitazione riescanoa organizzarsi anche a livello nazionale, fra di loro e con tutte quelle categorie sociali che sono colpite, come gli studenti, dal progressivo smantellamento dello stato sociale e dalla privatizzazione del sistema formativo.
 
Venerdi 7 Novembre
Manifestazione Regionale di Scuola e Università a Napoli
Concentramento ore 10.00 in Piazza Mancini

Il corteo si colloca nell’ambito della giornata di mobilitazione nazionale contro la legge 133 e in costruzione della manifestazione nazionale del 14 novembre a Roma.
 
Movimento Studentesco Campano
Rete dottorandi e Ricercatori delle università di Napoli
 
INFO: www.stopgelmini.org

L’onda anomala prepara la grande maregggiata

November 3rd, 2008 November 3rd, 2008
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L’ONDA ANOMALA PREPARA LA GRANDE MAREGGIATA
proposte di discussione dalla Sapienza occupata

Riprendiamo parola, dopo la giornata straordinaria di ieri. L’onda è diventata una grande mareggiata che ha invaso la città di Roma, milioni di studenti, insegnati, ricercatori, docenti universitari, bambini, un’alleanza senza precedenti ha chiesto di poter decidere sul proprio presente e sul proprio futuro. Intanto, migliaia di studenti scendevano in piazza in tutta Italia. Non si è trattato semplicemente di uno sciopero dei sindacati confederali, così come il 17 ottobre non si è trattato semplicemente di uno sciopero dei sindacati di base: in entrambi i casi si è trattato di un’esplosione sociale strabordante, incontenibile nelle sigle, così come nelle piattaforme. E’ il mondo della formazione in quanto tale che è sceso in piazza e ha bloccato il paese per chiedere l’immediata sospensione della legge 133 e del Dl 137, adesso divenuto legge.

L’onda anomala della Sapienza e di tutti gli atenei in mobilitazione in giro per l’Italia non poteva non contribuire alla mareggiata di ieri. Siamo stati parte pur essendo indipendenti dai sindacati, pur avendo costruito dal basso, facoltà per facoltà, ateneo per ateneo la nostra partecipazione. Solo a Roma 200.000 studenti si sono concentrati in piazza Esedra per poi dare vita ad un corteo alternativo che ha raggiunto e assediato il ministero dell’Istruzione. Un’altra grande giornata gioiosa e radicale che ha visto protagonisti non solo gli studenti delle facoltà occupate della Sapienza, ma anche gli studenti di Roma 3 e di Torvergata, gli studenti medi di tantissime scuole romane, studenti universitari e medi provenienti da altre città italiane.

Sulla scorta di questo bilancio attivo in primo luogo ci chiediamo come trasformare la potenza dello sciopero generale in uno strumento di conflitto continuativo con il governo che, non solo sembra poco interessato al dialogo, ma usa la minaccia, l’arroganza, le provocazioni neofasciste (la difesa dei picchiatori di Blocco studentesco, la sigla che fa riferimento all’associazione di chiara ispirazione neofascista Casa Pound, in questo senso parlano chiaro), per replicare ai movimenti. Per un verso l’assenza e il blocco delle procedure parlamentari, per l’altro l’offensiva e la criminalizzazione del movimento studentesco che mai come in questo momento è radicato, ampio e sostenuto dalla maggioranza del paese. La retorica della minoranza o dei facinorosi non tiene più di fronte alla forza dei fatti: ogni giorno decine di migliaia di studenti in piazza, lezioni all’aperto, seminari nelle occupazioni, blocchi della circolazione, azioni di protesta creativa, centinaia di facoltà e scuole occupate. Minoranza è il governo, la sua ostilità nei confronti della democrazia e delle grandi istituzioni pubbliche della formazione. Di fronte a quanto sta avvenendo poi sul terreno dei contratti, ci sembra scontato avanzare una proposta che non parla della saldatura tradizionale tra mondo della formazione e mondo del lavoro, ma che prova a nominare in forme comuni la risposta e l’opposizione sociale alle politiche del governo, all’arroganza di confindustria, ai provvedimenti che vogliono far pagare la crisi economica globale agli studenti, ai precari, ai lavoratori. Ci sembra questa l’occasione per promuovere uno sciopero generale "coordinato e continuativo" che, categoria per categoria, blocchi il paese e la produzione di ricchezza. "Noi non pagheremo la vostra crisi" è uno slogan che sta correndo di bocca in bocca e che sta facendo emergere una rivolta generazionale senza precedenti. Le sigle sindacali (confederali e di base), indipendentemente dalle loro divergenze programmatiche, dovrebbero avere la capacità di capire quanto sta accadendo nel paese e quale domanda di rottura e di trasformazione si sta radicando ed estendendo socialmente. Capire, ma anche agire di conseguenza e questa azione non può essere che lo sciopero, generale e generalizzato.

Per quanto riguarda il movimento universitario e studentesco riteniamo fondamentale costruire al meglio le giornate del 7 novembre e del 14 novembre: per un verso la mobilitazione dislocata, città per città, per l’altro la grande manifestazione nazionale a Roma. In entrambi i casi è necessario fare uno sforzo organizzativo importante, ma in particolare il 14 richiede l’impegno di tutti gli atenei in mobilitazione. In primo luogo, infatti, dobbiamo fare in modo che la manifestazione riesca al meglio, anche perché, con buona probabilità, si tratterà di un decisivo momento di opposizione e di conflitto non solo nei confronti della legge 133, ma anche nei confronti del progetto di riforma organica dell’università promesso dalla Gelmini e che dovrebbe essere reso pubblico al termine della prossima settimana. In secondo luogo dobbiamo rendere possibile, e organizzarci di conseguenza, lo spostamento di decine di migliaia di studenti: iniziare da subito un percorso di trattativa sulla mobilità è quindi fondamentale.

Riteniamo infine indispensabile dare vita ad una grande occasione di discussione assembleare nazionale a Roma e pensiamo che le giornate del 15 e del 16 novembre possano essere le più adatte: la scadenza del giorno prima, infatti, renderebbe possibile a tante e tanti di trattenersi nelle facoltà occupate della Sapienza e di poter partecipare alla discussione e di estenderla alle scuole e agli studenti medi in mobilitazione. Pensiamo ad un’assemblea che si ponga in primo luogo l’obiettivo di garantire l’estensione e la durata di questo straordinario movimento. Questo significa discutere innanzi tutto di contenuti e pratiche di lotta: come qualificare e far emergere in primo piano il tema dell’autoriforma; che tipo di rapporto promuovere con le realtà sindacali e le esperienze di lotta del lavoro precario; come dare continuità alle pratiche di conflitto e di blocco della città; come trasformare la mobilitazione contro la legge 133 e l’eventuale riforma in mobilitazione generale contro la crisi economica. In secondo luogo la discussione dovrà provare a definire forme e metodi della relazione nazionale, assumendo che non esistono ricette e che le soluzioni da raggiungere dovranno essere all’altezza della forza, dell’ampiezza e della ricchezza di questo movimento. Invitiamo tutte le facoltà occupate, gli atenei in mobilitazione a riflettere su proposte e idee da condividere, per far si che l’assemblea diventi una grande occasione di espressione e di organizzazione, nel segno dell’autonomia e dell’irrappresentabilità del movimento studentesco.

Roma, 31 ottobre 2008

La Sapienza occupata e in mobilitazione