October, 2008

Il Laboratorio Millepiani sotto sgombero!

October 31st, 2008 October 31st, 2008
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comunicato stampa

LABORATORIO MILLEPIANI SOTTO SGOMBERO!

Ieri mattina ci è stato recapitato dal Comune di Caserta un avviso di sgombero dei locali che attualmente ospitano le iniziative sociali del Laboratorio Millepiani. L’avviso, a firma dell’Ing. Carmine Sorbo, intima agli attivisti di riconsegnare al più presto le due stanze che tre anni fa l’amministrazione Falco concedeva nella ex Caserma Sacchi per rispondere al bisogno cittadino di spazi autogestiti e pubblici, dopo una vertenza molto lunga, tra occupazioni e sgomberi.

Proprio nei giorni in cui il Laboratorio Millepiani compie il suo quinto compleanno – da quando nell’ottobre 2003 il Millepiani nasceva nell’ex ospedale civile di p.zza Sant’Anna – l’amministrazione comunale, con tempismo perfetto, intende porre fine a questa esperienza di autogestione che tanto ha prodotto in termini di democrazia, socialità, lotte ed aggregazione in una città, come Caserta, dove gli spazi pubblici si restringono e avanzano centri commerciali e licenze edilizie pro-palazzinari.

Riteniamo l’avviso del Comune un atto gravissimo: provocatorio perché tenta di ridurre a problema “tecnico” un’esperienza politico-culturale che ormai è radicata in città, che ospita quotidianamente decine di giovani in progetti sociali aggregativi e in esperienze di democrazia diretta e partecipazione. Un atto gravemente lesivo della democrazia cittadina, perché impone di imperio l’obbligo di lasciare l’immobile, senza avviare una discussione pubblica sul problema degli spazi sociali nella città di Caserta, tentando di cancellare quindi con un colpo di spugna cinque anni di resistenza, di denunce, di lotte sociali, di impegno civico a favore di un’altra città possibile.

A questo atto provocatorio la nostra risposta sarà decisa e immediata.

Oltre agli appuntamenti già in calendario (questa sera concerto per festeggiare i cinque anni di esistenza del Millepiani con Torreggae Sound System e Pignataro Massive Crew, domani sabato 1 novembre alle ore 18, presentazione del Libro “Vento del Meriggio” con Franco Piperno, Sergio Tanzarella e altri, domenica 2 ore 15 LAN PARTY), lunedì 3 novembre alle ore 17 conferenza stampa in cui invitiamo tutti i giornalisti a prendere visione di alcuni video-scoop nei quali esponenti dell’attuale amministrazione comunale (allora opposizione in consiglio comunale) difendevano il laboratorio millepiani dallo sgombero ordinato dall’ex Sindaco Falco nel luglio del 2005, incitando alla “resistenza passiva” e sostenendo la necessità che la Caserma Sacchi diventasse un luogo di aggregazione per le associazioni cittadine!!! Un impegno concreto… non mantenuto…

Proseguiremo poi Martedì 4 novembre alle ore 19 con un’assemblea pubblica in cui invitiamo tutte le realtà associative cittadine a mobilitarsi a sostegno e in solidarietà con il Laboratorio Millepiani, facendo appello a tutti/e coloro (anche singoli cittadini) che hanno condiviso con noi questi cinque anni di iniziative, di lotte e aggregazione nella città di Caserta…

Per finire Mercoledì 5 novembre presidio alle ore 16 sotto il Comune di Caserta per chiedere un incontro all’amministrazione comunale e al Sindaco Petteruti, il quale – lo ricordiamo – pochi giorni prima della sua elezione venne in visita al Laboratorio Millepiani assumendo l’impegno di incrementare gli spazi di aggregazione giovanile in città.

Difenderemo l’esperienza del Laboratorio Millepiani da questo attacco scellerato… difenderemo con i denti ciò che abbiamo costruito in questi cinque anni di esperienza in due stanze, nonostante l’assenza di servizi igienici (perché il Comune non ha mai ultimato i lavori!) e di acqua potabile. Sollecitando sempre con la nostra presenza il prosieguo dei lavori nella ex Caserma Sacchi affinché venissero ultimati in tempi certi, per restituire alla città e a beneficio delle realtà associative casertane un pezzo importante del patrimonio pubblico.

Caserta, 31 ottobre 2008

Laboratorio Sociale MillePiani
[SpA]
Spazio Pubblico Autogestito
Ex Caserma Sacchi - Via San Gennaro 4
Caserta [localita’ Falciano]

INFO:
info@laboratoriomillepiani.org
www.laboratoriomillepiani.org
Tel:
0823 327534

Cinque anni fa nasceva il Laboratorio Millepiani. C’è vita su Marte!

October 31st, 2008 October 31st, 2008
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5 ANNI FA NASCEVA IL LABORATORIO SOCIALE MILLEPIANI…

C’È VITA SU MARTE

 

5 anni fa Caserta era lì… grigia, trafficata, appartamenti ampi e piazze vuote, palazzi reali e discariche abusive, disoccupati e militari… un monumento ai caduti!

Caserta che per un turista è la delusione, per uno studente il vuoto, per un bambino la frustrazione.

Era il 2003, Genova nel cuore e la guerra sotto gli occhi. Scuola di merda e lavoro precario.

Eppure tra queste macerie c’era vita. Pulsante irruente traboccante.

 

Non ci vuole molto a guardarsi intorno, a spostare per un attimo le prospettive per vedere la ricchezza nel nulla…

“Gli uomini sanno trovare il nulla anche nel tutto… fortuna che i fanciulli sono capaci di trovare il tutto anche nel nulla” G.Leopardi

Non ci è voluto molto per capire che era necessario raggiungere mondi nuovi per non morire di vecchi mondi, e un vecchio ospedale civile abbandonato da anni: diventò il Laboratorio Sociale Mllepiani. 18 denuncie per aver ridato vita ad un rudere, per non essere morti di vecchi mondi.

Era il 31 ottobre del 2003 e tutto quello che volevamo era Riprenderci Caserta!

 

Riprenderci la vita in una città che spesso te la porta via a botte di scempi ambientali e desolazione sociale. L’ex-ospedale di piazza S.Anna diventò allora un luogo di socialità altra, un modo di stare insieme e fare comunità senza chiudersi nelle gabbie mercificate che il mondo offre. Assemblee, dibattiti, concerti, feste. Una radio in streaming e l’opposizione alla guerra. Manifestazioni studentesche e mostre d’arte. Giochi in piazza coi bambini e sportello per il reddito di cittadinanza. Stare insieme senza chiudersi in gabbie dorate, stare insieme e fare la città.

Un sogno che cammina su piedi leggeri, che non resta nelle fantasie adolescenziali ma si fa carne.

 

Un altro mondo è possibile… Lo stiamo costruendo!

 

Un anno dopo qualcuno decise che una caserma era più importante di uno spazio sociale, soprattutto in P.zza S.Anna a ridosso di un quartiere popoloso e vicino all’università. La struttura fu acquistata dalla guardia di finanza e il Laboratorio Millepiani brutalmente sfrattato (inciso: sono passati 4 anni e l’ex ospedale è ancora un rudere inutilizzato).

Ma ormai la pantera era fuggita… e si aggirava per Caserta.

 

24 aprile 2005: la liberazione della caserma Sacchi.

Il laboratorio Millepiani risorge in un nuovo fantasma edilizio.

Nuove energie si attivano e la città si agita come un mare rimasto troppo a lungo calmo.

Si parla di democrazia diretta e partecipazione. Riappropriazione di spazi e Macrico verde.

Il Laboratorio diventa un luogo di discussione trasversale in cui si elaborano e sperimentano nuove forme di partecipazione. Ma la caserma Sacchi fa parte di un progetto europeo (urban) e vanno rispettati dei tempi. Ci si chiede cosa diventerà quell’enorme struttura a ridosso del Macrico: l’allora amministrazione Falco risponde evasivamente e l’allora opposizione insiste a che diventi anche e soprattutto uno spazio aperto alle associazioni, alla città viva (chissà se la pensa ancora così ora che siede sulle rosse poltrone) Ci spostiamo in due piccole stanze della caserma per permettere che i lavori vengano conclusi. In consiglio comunale si approva una delibera che prevede l’affidamento alle associazioni di un lotto della Sacchi a lavori conclusi.

 

Noi siamo ancora qui e in due stanze esplodono desideri e progetti. Radio, internet point, sportello dei diritti, cineforum e concerti… di tutto di più in pochi metri quadri.

5 anni di vita comune, di socialità produttiva di nuove forme culturali, 5 anni vissuti pericolosamente bene. Tutto questo c’è ancora chi lo ritiene superfluo e pensa che una caserma, un centro commerciale, un parcheggio valgano più dei nostri sogni divenuti realtà sociale.

Il 31 ottobre festeggiamo tutto questo e rilanciamo la sfida a chi ancora pensa costruire il suo mondo, vivere la sua città, riprendersi la propria vita.

 

 

Laboratorio Sociale MillePiani
[SpA] Spazio Pubblico Autogestito
Ex Caserma Sacchi - Via San Gennaro 4
Caserta [localita’ Falciano]
 

 

L’onda anomala non si fermera!

October 24th, 2008 October 24th, 2008
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L’ONDA ANOMALA NON SI FERMERA’

APPELLO NAZIONALE: Alle facoltà in mobilitazione, alle studentesse e agli studenti, ai dottorandi, ai precari della ricerca

"Noi la crisi non la paghiamo", è questo lo slogan con cui poche settimane fa abbiamo iniziato le mobilitazioni all’interno dell’università la Sapienza. Uno slogan semplice, ma nello stesso tempo diretto: la crisi globale è crisi del capitalismo stesso, della speculazione finanziaria e immobiliare, di un sistema senza regole né diritti, di manager e società senza scrupoli; questa crisi non può ricadere sulle spalle della formazione, dalla scuola all’università, della sanità, dei contribuenti in genere. Lo slogan è diventato famoso, correndo veloce di bocca in bocca, di città in città. Dagli studenti ai precari, dal mondo del lavoro a quello della ricerca, nessuno vuole pagare la crisi, nessuno vuole socializzare le perdite, laddove la ricchezza è stata per anni distribuita tra pochi, pochissimi.

Ed è proprio il contagio che si è determinato in queste settimane, la moltiplicazione delle mobilitazioni nelle scuole, nelle università, nelle città, che deve aver suscitato molta paura. Si sa, il cane che ha paura morde, altrettanto la reazione del presidente del Consiglio Berlusconi non si è fatta attendere: "polizia per le università e le scuole occupate", "faremo fuori la violenza dal paese". Soltanto ieri Berlusconi aveva dichiarato di voler aumentare i sostegni economici alle banche e di voler fare dello stato e della spesa pubblica garanti in ultima istanza per i prestiti alle imprese: in una parola, tagli alla formazione, meno risorse per gli studenti, tagli alla sanità, ma soldi alle imprese, alle banche, ai privati. Ci chiediamo allora dove si trova la violenza: è violenta un’occupazione o piuttosto è violento un governo che impone la legge 133 e il decreto Gelmini, in barba a qualsiasi discussione parlamentare? E’ violento il dissenso o chi intende soffocarlo con la polizia? E’ violento che si mobilita in difesa dell’università e della scuola pubblica o chi intende dismetterle per favorire gli interessi economici di pochi? La violenza sta dalla parte del governo Berlusconi, dall’altra parte, nelle facoltà o nelle scuole occupate, c’è la gioia e l’indignazione di chi lotte per il proprio futuro, di chi non accetta di essere messo all’angolo o costretto al silenzio, di chi vuole essere libero.

Ci è stato detto che sappiamo soltanto dire no, che non abbiamo proposte. Niente di più falso: proprio le occupazioni e le assemblee di questi giorni stanno costruendo una nuova università, un’università fatta di conoscenza, ma anche di socialità, di sapere ma anche di informazione, di consapevolezza. Studiare è per noi fondamentale, proprio per questo riteniamo indispensabili le proteste: occupare per poter far vivere l’università pubblica, dissentire per poter continuare a studiare o fare ricerca. Molte cose nell’università e nelle scuole vanno cambiate, ma una cosa è certa, il cambiamento non passa per il de-finanziamento. Cambiare l’università significa aumentare le risorse, sostenere la ricerca, qualificare i processi formativi, garantire la mobilità (dallo studio alla ricerca, dalla ricerca alla docenza). Il de-finanziamento, invece, ha un solo scopo: trasformare le università in fondazioni private, decretare la fine dell’università pubblica.

Il disegno è chiaro, anche gli strumenti: la legge 133 è stata approvata nel mese d’agosto, di fronte al dissenso di decine di migliaia di studenti si invoca l’intervento della polizia. Questo governo vuole distruggere la democrazia, attraverso la paura, attraverso il terrore. Ma oggi, dalla Sapienza in mobilitazione e dalle facoltà occupate diciamo che noi non abbiamo paura e di certo non torneremo indietro sui nostri passi. È nostra intenzione, piuttosto, far retrocedere il governo: non fermeremo le lotte fin quando la legge 133 e il decreto Gelmini non verranno ritirati! E questa volta andiamo fino in fondo, non vogliamo perdere, non vogliamo abbassare la testa di fronte a tanta arroganza. Per questo invitiamo tutte le facoltà in mobilitazione del paese a fare la stessa cosa: vogliono colpire le occupazioni e allora che altre mille scuole e facoltà occupino!

In più, al seguito dello straordinario successo dello sciopero e delle manifestazioni del 17 ottobre, indetti dai sindacati di base, riteniamo giunto il momento di dare una risposta unitaria e coordinata nelle piazze delle nostre città. Proponiamo di dare vita a due scadenze nazionali: una giornata di mobilitazione per venerdì 7 novembre, con manifestazioni dislocate in tutte le città; una grande manifestazione nazionale del mondo della formazione, dall’università alla scuola, a Roma per venerdì 14 novembre, giornata in cui i sindacati confederali hanno decretato lo sciopero dell’università, giornata da costruire dal basso e che veda protagonisti in primo luogo gli studenti, i ricercatori ed i docenti in mobilitazione. Altrettanto riteniamo utile attraversare, con le nostre forme e i nostri contenuti, lo sciopero generale della scuola promosso dai sindacati confederali fissato per giovedì 30 ottobre.

Quello che sta accadendo in questi giorni ci parla di una mobilitazione straordinaria, potente, ricca. Una nuova onda, un’onda anomala che non intende fermarsi e che piuttosto vuole vincere. Facciamo crescere l’onda, facciamo crescere la voglia di lottare. Ci vogliono idioti e rassegnati, ma noi siamo intelligenti e in movimento e la nostra onda andrà lontano!

Dalle facoltà occupate della Sapienza di Roma, dall’ateneo in mobilitazione

Roma, 22 ottobre 2008  -  source: uniriot.org

Venerdi 31 ottobre, Dance Hall Reggae per i 5 anni di autogestione del Millepiani

October 23rd, 2008 October 23rd, 2008
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31 Ottobre 2003 - 31 Ottobre 2008
5 anni di Laboratorio Millepiani
Cinque anni di iniziative, di attività politica, di creazione di eventi e di socialità altra. Da cinque anni il millepiani è una risorsa di democrazia e cultura per Caserta e la cittadinanza.


Venerdi 31 Ottobre
ore 22.00
 
Festa per il quinto anno di esperienza autogestionaria del Laboratorio Millepiani
 
Dance Hall Reggae-Raggamuffin
con:
 
TORREGGAE SOUND
PIGNATARO MASSIVE KREW
 
ingresso a sottoscrizione minima
 
Difendi gli Spazi Sociali!
Diffondi Autogestione!

 
in funzione:
Internet Point Popolare su piattaforma Linux
Info shop CopyRiot
Baretto dei Mille
Free Ganja Area
Streaming RADIOSSINA
 
 
Laboratorio Sociale MillePiani
[SpA] Spazio Pubblico Autogestito
Ex Caserma Sacchi - Via San Gennaro 4
Caserta [localita’ Falciano]
 

 

Sabato 1 novembre, presentazione del libro: “Vento del Meriggio”

October 21st, 2008 October 21st, 2008
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Sabato 1 novembre
ore 18.00
 
Presentazione del Libro "Vento del Meriggio. Insorgenze urbane e post-modernità nel Mezzogiorno"
 
presentano il libro:
Franco Piperno (Curatore del libro "Vento del Meriggio")
Sergio Tanzarella (Docente di Storia e Portavoce del Comitato Macrico Verde)
Adalgiso Amendola (Docente di Filosofia del Diritto, Unisa)

 
discussants: Oreste Scalzone, Francesco Caruso, Elisabetta della Corte
 

coordina: Pietro Sebastianelli
 
a seguire dibattito
 

Laboratorio Sociale MillePiani
[SpA] Spazio Pubblico Autogestito
Ex Caserma Sacchi - Via San Gennaro 4
Caserta [localita’ Falciano]

INFO:
info@laboratoriomillepiani.org
www.laboratoriomillepiani.org
Tel: 0823 327534

Giovedi 30 ottobre, Corteo a Caserta contro la “riforma” Gelmini

October 21st, 2008 October 21st, 2008
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NOI NON PAGHEREMO LA VOSTRA CRISI
 
Dopo Berlinguer,Zecchino, Moratti e Fioroni, che si sono battuti incessantemente per la privatizzazione della pubblica istruzione, adesso arriva Mariastella Gelmini. La neoministra alla pubblica (d-) istruzione già ha sfornato un mega DL di ben 80 pagine teso a smantellare definitivamente la scuola pubblica.
 
- Tagli ai fondi in base ad un’operazione triennale per un totale di 37 miliardi di euro
- Reintroduzione del maestro unico
- Definitiva scomparsa delle scuole nei piccoli paesini
- Ulteriore taglio di personale Ata con definitiva scomparsa dei 43.000 posti possibili
- Accorporamento delle classi di concorso ”per una maggiore flessibilità dei docenti”
- Reintroduzione del voto in condotta
- In mano ai Dirigenti Scolastici la scelta del personale per le supplenze
- Introduzione della carriera per i docenti  attraverso 4 livelli
- Definitiva scomparsa delle 200.000 assunzioni promesse ai docenti precari
 
E questi sono solo alcuni dei punti che costellano la Legge 133/2008.
 
Tutto ciò non è frutto solo dei governi berlusconiani ma anche dei governi di centro sinistra che hanno fatto di tutto per arrivare alla privatizzazione della scuola.
Noi non vogliamo tutto ciò.
 
No alla privatizzazione: perché tutti devono avere accesso ad un’istruzione a prescindere dalle loro condizioni socio-economiche. Non si può favorire solo l’evolversi della classe ricca.
 
No agl’esami di riparazione: non ci servono altri mezzi per selezionare gli studenti. Rifiutiamo qualunque selezione. Non siamo in un’aula di tribunale, nessuno può giudicarci.
 
No al voto in condotta: non vogliamo che i nostri professori vengano muniti di altri mezzi di coercizione, siamo fin troppo ricattabili!
 
No all’autonomia scolastica: vogliamo un’autonomia studentesca, noi siamo la scuola e noi vogliamo gestirla!
 
No ad una scuola xenofoba: non ci servono classi per discriminare ancor di più i migranti, non vogliamo alcun tipo di alienazione xenofoba, siamo una sola razza!
 
Lotta perché chi controlla il presente controlla il passato, e chi controlla il passato controlla il futuro.
 
 
Giovedi 30 Ottobre
Corteo a Caserta contro il Decreto Gelmini
ore 9.30 Stazione FFSS di Caserta
 
 
CSC “No Pasaran” - Rete dal Basso - CUB Caserta - COBAS Scuola - Comitato Precari Scuola Primaria - Collettivi Universitari Casertani

Se una pantera si mette in libertà

October 20th, 2008 October 20th, 2008
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SE UNA PANTERA SI METTE IN LIBERTA’
cronache dalle mobilitazioni universitarie
 
Le notizie corrono veloci, centinaia in assemblea, migliaia nei cortei spontanei e continui che bloccano le lezioni e spesso irrompono nella città occupando le strade e bloccando il traffico. Da Roma a Pisa, da Napoli a Padova, da Milano a Bologna, da Perugia a Torino, le facoltà e gli atenei cominciano le mobilitazioni contro la legge 133, la finanziaria che, tra l’altro, intende dismettere in via definitiva l’università pubblica.
 
Della legge 133 s’è parlato spesso nelle ultime settimane, nulla a che vedere con una riforma organica, piuttosto tre articoli che minano alle fondamenta l’università pubblica così come l’abbiamo conosciuta: riduzione drastica del fondo di finanziamento ordinario (Ffo); blocco del turn-over (per ogni 5 docenti che vanno in pensione solo un ricercatore potrà diventare docente); trasformazione delle università in fondazioni private (elemento facoltativo, ma di fatto reso obbligatorio dalla riduzione del Ffo). Elementi decisivi che si aggiungono al fallimento, ormai da tutti dichiarato, del 3+2, la riforma Zecchino-Berlinguer, e al de-finanziamento della ricerca. Dunque, l’atto conclusivo di un lungo processo bipartisan che anno dopo anno, finanziaria dopo finanziaria ha avuto un bersaglio chiaro: la formazione intesa in modo complessivo, dalla ricerca alla scuola. La legge 133, infatti, segue il decreto Moratti che nell’autunno del 2005 ha precarizzato la ricerca e lavora di concerto con il decreto Gelmini, in questi giorni al voto di fiducia, che condanna alla disoccupazione almeno 150.000 insegnanti precari (bloccando il turn-over), impone il maestro unico tagliando il tempo pieno, reintroduce il grembiule e il voto di condotta.
 
Così come l’offensiva è bipartisan e complessiva altrettanto in questi giorni si stanno affermando straordinari esperimenti di lotta: dalle scuole elementari - nell’inedita alleanza tra genitori, insegnanti e bambini - agli istituti di ricerca, dalle università alle scuole medie superiori. Decine di cortei, prime occupazioni nelle scuole e nelle facoltà. Proprio nelle facoltà cominciano a segnare il passo i movimenti: assemblee ricchissime nella partecipazione e radicali nei toni, una nuova generazione di studenti, a volte poco politicizzata, di certo molto pragmatica e per nulla ideologica, fa esperienza della propria precarietà e dell’assenza di futuro alla quale le classi dirigenti, politiche ed economiche, vogliono destinarla. C’è convinzione diffusa che si tratta di un momento decisivo: o la legge 133 viene ritirata o la l’università pubblica rischia di sparire per sempre! Con determinazione si urla nei cortei "Non saremo noi a pagare la vostra crisi", il riferimento è alla crisi economica e alle ricette che Banche centrali e governi nazionali stanno adottando per salvare i mercati finanziari: mentre università e ricerca sono stati de-finanziati per anni, nel nome del risanamento di bilancio, oggi i contribuenti e le casse pubbliche vengono spremute per nazionalizzare le banche e per socializzare le perdite compiute dalla speculazione selvaggia. Un paradosso inaccettabile che smuove la rabbia degli studenti, ma anche di dottorandi, ricercatori e docenti.
 
Al pari del 2005 il mondo dell’università trova elementi di convergenza unitaria, pur nelle differenze tutti sentono a rischio il proprio presente e il proprio futuro. Ma oggi più del 2005 il ruolo degli studenti è decisivo: sono loro per primi che vedono sfumare ogni prospettiva di futuro, sono loro per primi che sentono di dover giocare una partita fondamentale. Il movimento del 2005, infatti, riuscì per diverse settimane ad occupare le facoltà, ma non riusci a coinvolgere altre figure sociali nel conflitto. Docenti e ricercatori, per parte loro, abbandonarono il campo dopo l’approvazione del decreto, nella speranza che il cambio di governo imminente potesse garantire trasformazioni positive. Ma la disastrosa esperienza del secondo governo Prodi e del ministero Mussi ha dimostrato che l’università e la ricerca non hanno governi amici e che solo i conflitti possono cambiare le cose. I movimenti che si stanno sviluppando in questi giorni condividono questa percezione e sfuggono strumentalizzazioni sindacali e partitiche, detta in modo più chiaro, sanno che non c’è alcuna sinistra possibile in grado di sostenere l’università pubblica di fronte alla catastrofe. La consapevolezza, dunque, è che dalla catastrofe ci si salva mettendosi in gioco, conquistando spazio con le pratiche di conflitto e di libertà. “Né stato né mercato” questo slogan ricorre più volte nelle discussioni assembleari, nulla della vecchia università è conservabile come tale: la dequalificazione determinata dal 3+2, la distribuzione feudale e nepotistica del potere, la povertà di stimoli e la debolezza della ricerca, tutti elementi che nessuno ha voglia di conservare intatti. Piuttosto l’esigenza condivisa è quella di cominciare a progettare un’altra università che sappia definire un nuovo campo di decisione comune e democratica sul sapere e sulle forme della cooperazione scientifica.
 
C’è una strana ricorrenza che da diversi anni accompagna le grandi esplosioni universitarie: la fuga di una pantera. Accadde nel ‘90, di lì il nome assunto dal movimento, accadde nel 2005. Sembrerà strano ma una pantera è scappata e si aggira in Irpinia, la notizia è di qualche giorno fa. Speriamo che anche questa pantera libera porti con se la libertà del sapere e le occupazioni degli studenti: nulla è scontato, molto è il cammino da fare, sicuramente le condizioni sono eccellenti e noi non possiamo far altro che provarci, come sempre, ad esser più liberi!
 
(source: escatelier.net)
 

Radiossina riparte!

October 11th, 2008 October 11th, 2008
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RADIOSSINA RIPARTE!
 
A partire da lunedi 13 ottobre Radiossina, dopo il periodo di "restyling", riprenderà a trasmettere.
Tutta una serie di novità attendono coloro che si collegheranno per ascoltare lo streaming di Radiossina, a partire dal palinsesto settimanale totalmente riorganizzato e potenziato fino ad arrivare al sito nuovo di zecca in fase di completamento che tra breve sarà on-line.
 
Ricordiamo che Radiossina è ascoltabile in streaming collegandosi al sito www.radiossina.info, dove è anche possibile prendere visione del nuovo palinsesto settimanale delle trasmissioni.
 
Per il giorno 15 novembre il collettivo "redazionale" di Radiossina sta organizzando una festa di auto-finanziamento delle proprie attività, a breve seguiranno maggiori dettagli sulla strutturazione della serata, restate collegati!
 
Diffondi le radio libere! Sostieni Radiossina!
 
RADIOSSINA
voci e suoni dalla città di sotto
www.radiossina.info
Tel. 0823 327534

 

Sgomberato il Laboratorio Diana di Salerno

October 6th, 2008 October 6th, 2008
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SGOMBERATO IL LABORATORIO DIANA
 
Oggi 6 ottobre 2008, ennesimo atto di repressione nei confronti del Laboratorio Diana Reload.

Senza alcun avviso alle ore 6 è stata effettuata la muratura degli ingressi dello spazio sociale in via Allende.
Sono intervenute varie pattuglie e camionette della Polizia e dei Carabinieri a coadiuvare le operazioni: oltre 80 gli agenti impegnati!
Lo sgombero, senza alcun preavviso, è avvenuto mentre era atteso un responso circa l’eventuale apertura di un tavolo di trattative con la Regione Campania e la Provincia di Salerno.
Una parte del materiale che si trovava all’interno dei capannoni, acquisito in quest’anno e mezzo di attività dal collettivo, è stato trovato danneggiato ed alcune strutture installate per la messa in sicurezza del posto sono state rimosse.
Il Laboratorio Diana Reload non intende accettare quest’atto di violenza ordinato da tristi burocrati che preferiscono mantenere inutilizzata una struttura, già abbandonata da 20 anni, che invece gli attivisti del collettivo avevano riportato alla vita come centro di aggregazione giovanile con l’organizzazione di eventi culturali come mostre, concerti, dibattiti, cineforum e tanto altro.
La nostra esperienza di socialità e di lotta per i diritti non si ferma qui, ma continuerà all’interno della nostra città.
 
IL LABORATORIO DIANA NON SI TOCCA!
SPAZI SOCIALI - BENE COMUNE
 
Laboratorio Diana Salerno
www.laboratoriodiana.org

 

Venerdi 17 ottobre, Sciopero Generale del sindacalismo di base

October 5th, 2008 October 5th, 2008
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CUB, Confederazione Cobas, SdL Intercategoriale hanno proclamato  lo SCIOPERO GENERALE di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata del 17 ottobre 2008.
Lo sciopero è a sostegno della piattaforma che le tre organizzazioni sindacali di base hanno unitariamente consegnato al governo il 20 giugno scorso e che prevede:
 
- forti aumenti per salari e pensioni, introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e difesa della pensione pubblica - rilancio del contratto nazionale - difesa e potenziamento dei servizi pubblici, dei beni comuni, del diritto a prestazioni sanitarie, del diritto alla casa e all’istruzione;
 
- abolizione delle leggi Treu e 30 - continuità del reddito e lotta alla precarietà lavorativa e sociale;
 
- sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi o mortali;
 
- lotta al razzismo che nega diritti uguali e scarica sui migranti il maggior peso sociale;
 
- restituire ai lavoratori il diritto di decidere: no alla pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare - pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori - difesa del diritto di sciopero.
 
La trattativa in corso tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil per svuotare il contratto nazionale di lavoro, l’affondo del governo sulle privatizzazioni, la profonda crisi salariale che vivono i lavoratori e le loro famiglie, il dilagare della precarietà, il tentativo di smantellare definitivamente la pubblica amministrazione anche attraverso l’attacco ai lavoratori pubblici ed i tagli al personale della scuola e della sanità,  il razzismo diffuso a piene mani,  i rinnovati venti di guerra, ci fanno prevedere un autunno in cui il confronto tra mondo del lavoro, padronato e governo dovrà essere all’altezza della sfida mobilitando lavoratrici e lavoratori per difendere quanto sin qui acquisito con le lotte e per conquistare salario e nuovi diritti.
 
17 ottobre 2008
SCIOPERO GENERALE
con
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
Corteo ore 9.30 da Piazza della Repubblica a San Giovanni
 
 
SdL intercategoriale
Via Laurentina 185 – 00142 - Roma – tel 06.59640004 - fax 06.54070448
segreterianazionale@sdlintercategoriale.it
 
Confederazione Cobas
Viale Manzoni, 55 – 00185 - Roma - tel. 0677591926 - 0670452452 - fax 0677206060
cobas@cobas.it
 
CUB
Viale Lombardia 20 – Milano - tel. 0270631804 - fax 0270602409
cub.nazionale@tiscali.it