September, 2007

Appello per la Consultazione Precaria

September 29th, 2007 September 29th, 2007
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Appello per la Consultazione Precaria

Quest’estate il governo Prodi ed i sindacati (Cgil, Cisl e Uil) hanno sottoscritto un accordo su pensioni e mercato del lavoro che sottoporranno ai lavoratori, che lo dovranno approvare in una consultazione nei posti di lavoro l’8-9-10 ottobre.
L’accordo viene presentato da tutti, governo, sindacati ed anche da Confindustria, come il migliore possibile per garantire un futuro ai pensionati e soprattutto ai giovani.

Tutto sembra procedere per il meglio, ma da subito emergono non solo le perplessità di circostanza ma tutte le gravi insufficienze dell’accordo: non cancella ma diluisce soltanto lo «scalone» di Maroni, conferma sostanzialmente la Legge 30 e quindi il futuro di precarietà per milioni di giovani (e meno giovani). Non solo: penalizza le lavoratrici ed i lavoratori, facendoli lavorare più a lungo, rende una beffa il miglior trattamento per i lavori usuranti limitandolo a 5000 lavoratori l’anno, introduce una sorta di scala mobile al contrario tagliando i coefficienti, riduce i contributi per gli straordinari, permette che i contratti a termine durino oltre i 36 mesi, rendendo il destino precario per milioni di giovani per i quali, inoltre, il limite del 60% delle pensioni più basse è solo un’ipotesi allo studio. Ma che bel futuro che ci hanno disegnato!

Per questi motivi questo accordo è stato immediatamente condannato da tutto il sindacalismo di base, dai centri sociali e da tutti coloro che da anni si battono contro la precarietà. Anche la discussione nella Cgil porta la Fiom ad annunciare la propria contrarietà. Un no secco, che potrà avere anche conseguenze sulla consultazione.

Da Montezemolo agli esponenti del partito democratico, passando per i sindacati, un fiume di insulti e di accuse di irresponsabilità per una componente sindacale, la Fiom appunto, che si rifiuta semplicemente di sottoscrivere un accordo che penalizza le lavoratrici e i lavoratori, soprattutto quelli precari e precarie, i disoccupati, i migranti e le migranti, gli studenti e tutti i nuovi lavoratori della conoscenza, della cultura, dello spettacolo, ma anche tutto il mondo della parasubordinazione che è completamente escluso dalle misure previste dall’accordo.

Guarda caso infatti sono proprio questi i soggetti esclusi dalla consultazione dei sindacati confederali a cui invece possono per paradosso partecipare milioni di pensionati dal futuro «garantito». Si legittima così l’accordo senza nulla chiedere a quelli che ne sono più coinvolti. E’ una ferita alla democrazia e alla rappresentanza delle organizzazioni sindacali, sociali e politiche. Una nuova frattura, dopo le molte aperte in questo anno di governo, sulla base di Vicenza, sulla guerra, i diritti civili per le persone glbtq, il tema del securitarismo: troppe, per chi ancora una volta deve sentirsi escluso dalla partecipazione democratica.

Troppe per chi pensa che nessuno ha il diritto di decidere escludendo e recintando. Troppe per una generazione di studenti e precari a cui è stato letteralmente rubato il futuro. Non ci vogliono far contare ma non siamo dei fantasmi e vogliamo farci sentire.
Siamo movimenti, sindacati di base, centri sociali, precari, migranti, senza casa, studenti, lavavetri, writers e senza diritti: dobbiamo trovare il coraggio di alzare la voce e di unirci ai guastafeste della Fiom. Dovremmo farlo con assemblee, azioni di denuncia della nostra condizione di precarietà ma soprattutto urlando il nostro no nella consultazione sull’accordo, e anche organizzandoci per andare a votare e per far votare laddove veniamo sfruttati, nei territori, nei Municipi, nei centri sociali, nelle scuole e nelle università, per le strade.

Organizziamo questa partecipazione dal basso partendo da noi ma con la capacita di parlare a tutti, associazioni, cooperative, intellettuali, artisti e mondo della cultura in genere, trasformando la sgrammaticata antipolitica in domanda sociale autorganizzata.

Partecipa anche tu! Organizza un Seggio

VIENI A VOTARE NO DAL 5 AL 12 OTTOBRE

cerca il seggio piu’ vicino su:
www.consultazioneprecaria.org

Cobas, Action, M. Marcelli e G. Cremaschi (Rete 28 Aprile Cgil), Csoa Corto Circuito, Factory Occupata, Csoa Spartaco, Csoa La Strada, Spazio Sociale 32, Ass. Movimenti, Comitato quartiere Alberone, Giovani Comunisti/e, Leoncavallo, Csa Depistaggio, Csoa GrottaKapovolta, Ass. Duumchathu, Laboratorio Sociale Millepiani Caserta.

6 - 7 Ottobre. Due giornate per il Macrico Verde!!

September 27th, 2007 September 27th, 2007
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TUTTI IN PIAZZA PER IL MACRICO!!!!

Da 6 anni abbiamo iniziato la battaglia per un Macrico Verde.
Finora la resistenza dei cittadini ha fermato ogni tentativo di cementificazione.

SII PROTAGONISTA!!
Decidi tu come continuare la battaglia del Macrico!!

Sabato 6 Ottobre, Piazza Vanvitelli - Caserta:

- ore 18.00: Urne aperte per la consultazione popolare sul Macrico.
- dalle 20.30 in poi: Tammurriate
a seguire…from Pignataro Massive Krew
concerto con PMK RIDDIM BAND [reggae-roots style]

Stand - proiezioni - musica - bar autogestito - info point macrico.

Domenica 7 ottobre:

…CRITICAL MASS…
Biciclettata per il verde in città!

Concentramento ore 10.00
Monumento ai Caduti - Via Unità d’Italia
Caserta

COMITATO MACRICO VERDE
per info: 338.29.82.950
macricoverde@yahoo.it
www.macricoverde.altervista.org

Azione Legale Collettiva per il Rimborso della TARSU

September 26th, 2007 September 26th, 2007
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Il Comitato Emergenza Rifiuti, rivolgendosi alla professionalità degli Avvocati del Team Giuristudio con sede a Napoli, sta promuovendo un’azione legale a difesa dei cittadini contro il Commissariato di Governo - Regione Campania, Comuni ecc. finalizzata ad ottenere un risarcimento del danno conseguente alla inefficiente e sciagurata gestione dello smaltimento dei rifiuti di ogni tipo nella Regione Campania, nonostante la tassa di smaltimento dei rifiuti (TARSU), pagata dai cittadini, sia tra le più alte in Italia.

L’azione legale sarà incentrata anche sulla inadempienza delle autorità preposte all’attività di gestione dei rifiuti e quindi sul danno e sulla responsabilità che è maturata a carico della P.A. e che ha determinato lo stato di fatto denominato “Emergenza rifiuti”.

Detta azione legale promossa dinanzi alle competenti Autorità Giudiziarie sarà, in ogni caso, senza alcun esborso di spesa da parte dei cittadini.

Se anche tu ti ritieni danneggiato non esitare e partecipa alla suddetta azione firma il mandato legale.

Puoi farlo recandoti presso:

- La Chiesa di Santa Maria della Pietà alla Rotonda di San Nicola La Strada, il lunedì dalle ore 20.00 alle ore 21.30

- Il Laboratorio Sociale Millepiani di Caserta il venerdi’ dalle ore 18.00 alle ore 20.00

Ricordati di portare con te i seguenti documenti:

1. una fotocopia di un valido documento di identità;

2. fotocopia delle ricevute di versamento della tassa di smaltimento dei rifiuti almeno degli ultimi cinque anni o comunque quelle in tuo possesso;

3. certificato/autocertificazione di residenza solo qualora il documento di identità non fosse aggiornato.

Non dimenticare di lasciare il tuo recapito telefonico.

COMITATO EMERGENZA RIFIUTI
ambienti.wordpress.com - e-mail: nouttaro@yahoo.it
cell. 333/3232191 - 333/4006582 – 347/6472516

Ven. 28 Set. - Dance Hall Reggae con i MYSTICAL POWA

September 25th, 2007 September 25th, 2007
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Venerdi 28 Settembre 2007
ore 22.00

Dance Hall Reggae con:

MYSTICAL POWA
militant rootikal session
[roots_dub_stepper]

ingresso a sottoscrizione

always consciuos
don’t promote murder music

Laboratorio Sociale MillePiani
Spa Spazio Pubblico Autogestito
Ex Caserma Sacchi - Via San Gennaro 4
Caserta [localita’ Falciano]

29 Settembre 2007 - Caserta MANIFESTAZIONE/STREET PARADE in Difesa del Territorio e della Salute

September 24th, 2007 September 24th, 2007
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IO RICICLO, TU RICICLI?

Dall’apertura della discarica “LO UTTARO”, nei territori di Caserta, San Nicola, Maddaloni e San Marco è diventato impossibile respirare.

La “PUZZA” non e’ che il piu’ evidente dei danni che la discarica sta procurando. Le falde acquifere sono compromesse, il territorio agricolo e’ vietato a qualsiasi coltivazione.

E’ palese il danno che la gestione dei rifiuti a Caserta ha procurato e sta procurando alla salute e all’ambiente.

CHI SONO I RESPONSABILI?

Invitiamo tutti i cittadini a scendere in piazza con il proprio “dissenso” differenziato, per consegnarlo a chi in questi mesi non ha fatto nulla per tutelare la salute della popolazione e dell’ambiente.

- NO ALL’APERTURA DI NUOVE DISCARICHE

- SI ALLA BONIFICA DEL TERRITORIO

- SI ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Concentramento ore 9.30 nel Piazzale della Parrocchia NS di Lourdes, Via Kennedy - CASERTA

COMITATO EMERGENZA RIFIUTI
info: 333/8619118 - 3334006582

Autoproduzioni e Net Label_CopyRiot Style

September 24th, 2007 September 24th, 2007
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La Netlabel è un’etichetta discografica che distribuisce musica attraverso Internet (nei formati mp3 ed ogg).
In sostanza è un sito web, dove i dischi vengono pubblicati con la denominazione di release, spesso sono completi di copertina e grafica.
Di solito una netlabel mette a disposizione le proprie release in maniera gratuita.
Le netlabel è un modo di diffondere musica inedita di artisti in una modalità assai semplice. Il tutto nasce da un sito web, da una una dichiarazione di intenti/about (che spesso ha motivazioni etiche di critica all’attuale business discografico di tipo verticale).
Tutto questo rende più veloce, fruibile ed accessibile la musica prodotta dagli artisti.
Questi, sono luoghi dove si stanno sperimentando forme inedite di produzione e distribuzione (vedi lo sviluppo di software e nuovi metodi di collaborazione).

Lo scopo di una Nel Label e’ dimostrare che e’ possibile produrre e distribuire prodotti musicali di ottima qualita’ senza dover pagare le varie tangenti alla SIAE, ai distributori, agli agenti.
E soprattutto dimostrare che la libera circolazione della musica e la liberta’ di copiare un disco favoriscono lo sviluppo, le potenzialita’ e le risorse delle band e degli autori piu’ che tramortirle come vuol farci credere la propaganda interessata delle case discografiche e di quattro artisti venduti che si fanno loro portavoce.

Poiche’ il Millepiani sostiene la battaglia politica e culturale contro il copyright e per la libera circolazione dei saperi, ha deciso di portare le Net Label nelle piazze.
Tramite il lavoro del Collettivo CopyRiot e i contatti con varie Net Label italiane ed europee, si sta procedendo a formare un nodo di distribuzione non virtuale ma materiale.
Tramite le licenze Creative Commons, che permetto di riprodurre un disco rilasciato sotto questa licenza, si sta formando uno store di materiale autoprodotto. Materiale che portiamo anche in giro ai concerti con il nostro banchetto di auto-finaziamento.
Una distribuzione di prodotti in catalogo nelle varie Net Label italiane ed europee per aumentare la diffusione di un sapere e di un arte liberata dagli angusti vincoli della proprieta’ e del mercato.

Naturalmente non ci dimentichiamo di quei gruppi che, nonostante non abbiano un loro lavoro ospitato su una Net Label, comunque decidono di autoprodurre il loro disco e rilasciarlo sotto Licenza Creative Commons. Quindi tutte le band locali e non che desiderano usufruire del nostro nodo per distribuire i loro CD e le loro demo, non devono far altro che contattarci in modo da fissare le modalita’.

Inoltre, pur preferendo i prodotti con licenza creative commons o affini, il nostro nodo di distribuzione intende promuovere le autoproduzioni a 360 gradi pure se effettuate con licenze tradizionali. Ma un consiglio…… NON PAGATE UNA TANGENTE SULLA VOSTRA MUSICA!!!!!…

COPYRIOT NON PERSEGUE ALCUN FINE COMMERCIALE INTENDE SOLO DIFFONDERE MUSICA LIBERA SENZA SCOPO DI LUCRO!!!

i ragazzi e le ragazze
del gruppo
COPYRIOT CASERTA

copyriotcaserta@flippati.org

GRUPPI CHE GIA’ HANNO INVIATO I LORO CD AL NOSTRO NODO
: Pignataro Massive Krew (Italy); Malaweeda (Italy); Mou Project (Italy); Sardinia Bass Legalize (Italy); Black Era (Italy); Jambassa (Italy); Carnafix (UK); Ninjah Lab (Poland); Ghetto Campania (Italy); Iride (Italy); Rocky Horror Fuckin’ Shit (Italy); AZA (Greece); Bacanal Intruder (Spain); D’incise (Switzerland); Darren McClure (Japan); Diatribes (Switzerland); Ibakusha (Switzerland); Lezrod (Colombia); Muhr (Canada); Songraphie (Russia); Stephen Walter (US); Takeshi Nakamura (Japan); Ten and Tracer (US); Miriam in Siberia (Italy); ODDCPP (Italy).

NET LABEL CHE CI HANNO AUTORIZZATO A DISTRIBUIRE I LORO LAVORI: Aquietbump; Zymogen; Ninjah Lab; Überfall; Terminal Station; Da! Heard It.

SOSTIENI LE AUTOPRODUZIONI

MySpace succhia profili e sputa spot

September 20th, 2007 September 20th, 2007
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…USCIAMO DA MYSPACE…

Gli utenti di MySpace creano pagine personali con i propri interessi, stimoli, amicizie, ambizioni, compagnie e creazioni digitali? Socializzano online creando reti di relazioni focalizzate attorno a specifici interessi? Bene, tutto questo non fa solo social, fa anche tanto advertising.

Nell’era del marketing personalizzato che insegue l’utente fino al suo PC e risale lungo la coda del mouse può sembrare ovvio che qualcuno, nello specifico MySpace, voglia sfruttare quel ben di dio di dati per tirarci fuori degli spot personalizzati, ma ovvio non lo è. Tanto che il social network che fa capo a News Corporation ha organizzato un grosso evento a Los Angeles per far sapere a tutti i propri inserzionisti che ci sono milioni di consumatori che li aspettano a click aperti.

Perché tutto questo? Per profitto, naturalmente, ma anche per contrastare l’aumento di popolarità di altre piattaforme in salsa social, come Facebook.

Il nuovo sistema di advertising divide gli oltre 100 milioni di utenti MySpace in dieci macro-categorie come, ad esempio, amanti della moda, appassionati di sport, fanatici delle auto o appassionati di videogame. Per farlo, sfrutta le informazioni inserite dagli stessi utenti nelle proprie pagine: ma poiché non sempre tutto quello che si scrive nei profili corrisponde a verità, integra questi dati anche con la rete di relazioni intessuta sul network e le attività svolte.

Il risultato è quindi una mescolanza tra ciò che gli utenti dicono e ciò che fanno davvero, spiegano i tecnici che hanno lavorato al programma, anche se al momento il giochino difetta, tanto che due volte al mese, circa 200 lavoratori precari vengono addetti al controllo delle categorie assegnate automaticamente dal sistema. Si ottiene così una pubblicità, per il momento limitata alle zone comuni, che presenta inserzioni più affini agli interessi dei navigatori: secondo le prime stime, fornite da MySpace stessa, l’aumento di click si aggirerebbe su cifre comprese tra il cinquanta e il settanta percento. Per gli analisti, questo nuovo meccanismo dovrebbe garantire un incremento negli introiti portandoli da 30 a 50 milioni di euro ogni trenta giorni. Uno schiacciasassi.

Ma non finisce qui. Negli ultimi due mesi, sarebbe stata anche avviata una nuova strategia definita hyper targeting: le dieci categorie originarie vengono divise in ulteriori sottocategorie, che sono in grado di definire con ancora maggiore precisione i gusti e gli interessi degli utenti. Il servizio sarebbe già disponibile per essere utilizzato dalle aziende che desiderino farsi pubblicità sulle pagine di MySpace, e dall’ufficio vendite assicurano che entro novembre agli investitori non sarà mai stato così semplice spendere fior di quattrini online.

Non contenti, quelli di Fox, altra creatura di News Corp. da cui dipende il network di MySpace, pensano di vendere alle aziende i dati sul tipo di cliente attratto da certe pubblicità. In questo modo, spiega Arnie Gullov-Singh di Fox Interactive al NY Times, le imprese potranno “sapere di più del proprio pubblico”: uno scenario che sicuramente scatenerà le preoccupazioni dei difensori della privacy.

Intenzioni simili erano state annunciate da Google lo scorso maggio, suscitando inquietudine tra analisti e commentatori sui rischi di una tale conoscenza delle “cose personali”: MySpace e Facebook, che sta sperimentando una tecnologia molto simile, si difendono sostenendo di stare limitandosi ad utilizzare dati che sono stati comunque resi pubblici dai rispettivi proprietari.

Ad ogni modo, i vecchi strumenti pubblicitari sono stati scardinati dall’avvento di Internet e delle tecnologie web 2.0: secondo gli esperti, è solo questione di tempo prima che nuovi paradigmi si affermino nel mercato. Il social networking appare oggi come la più promettente delle tecnologie legate a queste nuove forme di advertising, e la lotta per conquistare la leadership del settore è appena cominciata. In mezzo ci sono gli utenti, che se la spassano saltellando tra monumentali e dinamici portali sociali che offrono servizi generalmente del tutto gratuiti.

Luca Annunziata
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Appello per la Manifestazione Nazionale ad Acerra del 13 ottobre in Difesa della Salute e dell’Ambiente

September 19th, 2007 September 19th, 2007
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Appello per la Manifestazione Nazionale ad Acerra contro il piano rifiuti ed in difesa della salute e dell’ambiente.

Il “caso Campania” è diventato sui media italiani ed internazionali un simbolo di cattiva gestione, di malaffare, di clamoroso fallimento per un’intera classe dirigente che dovrebbe solo dimettersi, incapace di articolare un piano di smaltimento dei rifiuti minimamente razionale ed efficiente e di sottrarre il territorio all’azione delle ecomafie ed alla voracità di profitto dei potentati economici.
Con i numeri sconcertanti del disastro ambientale e sanitario (il 45% almeno del territorio campano inquinato, malformazioni infantili dell’84% sopra la media nazionale e aumenti della mortalità tumorale del 12%, secondo i dati dell’OMS) si è alimentata una retorica cinica e rassegnata sull’eterno degrado del meridione italiano, su una sorta di cronica e quasi “antropologica” incapacità di tutelare il bene comune.
La realtà però è più complessa: nel dramma campano, intrecciati con le servitù sociali che affondano le radici in tutto il secolo scorso, si manifestano gli aspetti più aggressivi della modernizzazione autoritaria e liberista.
Una minaccia sul presente e il futuro delle nostre comunità, un monito contro popolazioni, cittadini e comitati che resistono alla devastazione del territorio, dai No-Tav al No-Mose, dalla battaglia contro le centrali turbogas alla smilitarizzazione del territorio fino alla difesa dei beni comuni come l’acqua pubblica.

Innanzitutto un capitalismo parassitario, incontrollato e autodistruttivo, disponibile a sventrare il territorio per massimizzare i profitti: in Campania al disastro nella gestione dei rifiuti solidi urbani si somma uno smaltimento abusivo di enormi dimensioni di rifiuti tossici e industriali che va avanti da decenni. Larghe fette del territorio sono state svendute alla funzione di pattumiera di cicli produttivi inquinanti per ammortizzarne significativamente i costi economici. Con un giro d’affari per miliardi di euro, non è eccessivo rimarcare che oggi la “pattumiera campania” contribuisce in maniera significativa al mantenimento del tasso di profitto e alla composizione del Pil nazionale! Come vi contribuisce del resto con una mano d’opera ancora sottopagata e a nero e con la forza lavoro migrante meridionale che ha ripreso ad aumentare in maniera esponenziale. Un ruolo garantito da comitati d’affari legali ed “extra-legali”, ma anche dal ceto politico locale e nazionale.
Un destino simile a quello di parecchie aree del Sud del mondo, come la Somalia, zone magari in ombra rispetto all’attenzione dei media mondiali. La logica, del resto, è la stessa delle continue aggressioni militari finalizzate allo sfruttamento incondizionato delle risorse ambientali ed energetiche.
Altro elemento chiave è la questione democratica, sempre più svuotata di contenuti e strettamente connessa all’emarginazione dei ceti subalterni.
In Campania, in circa 14 anni di commissariamento “straordinario” sulla gestione dei rifiuti, la “politica dell’emergenza” è diventata una strategia, un dispositivo per drenare soldi pubblici sottraendo le scelte ad ogni espressione di volontà popolare. Da Rastrelli a Bassolino, dal centrodestra al centrosinistra, un accordo trasversale e consociativo ha espropriato ogni luogo democratico per consegnarsi agli interessi di comitati d’affari come il gruppo Romiti (oggi sotto inchiesta della magistratura). In più, la resistenza sociale contro gli inceneritori mortiferi e le mega-discariche, viene diffamata come rigurgito egoistico e localista, incapace di un discorso pubblico generale, quando non addirittura finacheggiatrice di interessi mafiosi.
Un incredibile ribaltamento di ruoli, se pensiamo all’illegalità di molte scelte istituzionali, come le discariche di immondizia “tal quale”, o la scelta di aree protette e cave precedentemente sequestrate, dove gli sversamenti commissariali finiscono per funzionare da sanatoria di quelli abusivi…
Il muro di gomma dei poteri e degli interessi continua così a ostacolare una messa in discussione vera del piano rifiuti, una valutazione autentica delle alternative possibili nel rispetto di salute ed ambiente e garantisce invece la riproduzione di gruppi dirigenti delegittimati dalla gente e dai fatti.
E’ questa una condizione emblematica di quello che in diverse forme avviene in tutto il paese:l’autismo dei poteri forti prevarica i voleri delle comunità e porta avanti piani regionali di gestione del ciclo dei rifiuti, obsoleti e dannosi, fondati esclusivamente sull’ utilizzo di inceneritori e discariche, costruzione di centrali termoelettriche a olio combustibile, a carbone, a turbogas, progetti di rigassificatori oltretutto ancora da sperimentare, proliferazione di insediamenti industriali altamente inquinanti e nocivi in aree urbanizzate e a ridosso di aree agricole. La politica delle grandi e piccole opere che vede una sostanziale continuità tra Berlusconi e Prodi. In un contesto in cui corruzione, commissariamento dei poteri democratici, istituto della “concessione” in regime emergenziale, diventano altrettante strade per tutelare l’arricchimento privato contro il benessere collettivo.

Una situazione che accomuna le battaglie dei comitati ambientalisti campani a quanti, dalla Val di Susa e Vicenza fino alla Sicilia, si scontrano con l’impermeabilità della decisione istituzionale rispetto alla volontà delle comunità. Una situazione che ha spinto comunità, comitati e associazioni a riunirsi nel patto di mutuo soccorso ed a produrre dal basso un nuovo discorso pubblico, autonomo in difesa dei beni comuni. Una solidarietà e una condivisione che si è già espressa anche a Napoli nella manifestazione nazionale del 19 maggio.

In questo quadro, tra i momenti chiave che nell’autunno attendono il movimento nazionale, c’è “l’inaugurazione” dell’inceneritore di Acerra prevista in ottobre. Bloccare questo passaggio scellerato è fondamentale!
Stiamo parlando dell’inceneritore più grande, inquinante e obsoleto d’Europa in una cittadina assurta a simbolo della devastazione ambientale, che per un colmo paradossale e beffardo è stata riconosciuta “Comune in emergenza diossina” già al tempo del governo Berlusconi…
In questi giorni è stato chiuso l’inceneritore di Montale (Pistoia) per immissione di sostanze tossiche fuori norma, poche settimane fà la Corte Europea ha condannato Brescia per il suo inceneritore costruito senza una vera valutazione d’impatto ambientale, mentre giorno dopo giorno vengono alla luce nuove informazioni scientifiche sul carattere mortifero di questi impianti, non solo per la diossina ma anche per l’impatto delle patologie da nanoparticelle e per il difficile smaltimento delle polveri residue (circa un terzo della spazzatura bruciata si trasforma in ceneri altamente tossiche da smaltire discariche speciali Acerra, inoltre, è davvero un simbolo della privatizzazione delle forme di governo pubblico: l’appalto che consegnò alla FIBE, oggi sotto processo ma comunque a lavoro in quel cantiere, lo smaltimento del ciclo rifiuti, le delegò anche la scelta dei territori dove dislocare gli impianti!

Quest’inaugurazione avverrebbe in contemporanea allo sblocco dei progetti di incenerimento in Sicilia e al rilancio degli altri inceneritori in Campania, da quello di Santa Maria la Fossa Ce) alle rinnovate indicazioni in tal senso del sindaco di Salerno sul proprio territorio.Il mega-inceneritore di Acerra è una minaccia per tutta la regione, il fondamento di un piano rifiuti inquinante come quello attuale, una barriera potenzialmente insormontabile per l’ avvio di una seria politica della raccolta differenziata, perchè diventerebbe automaticamente antieconomico.
Ma soprattutto rappresenta l’estrema ancora per il mantenimento di una gestione istituzionale che, pur delegittimata dal disastro attuale, ha già annunciato l’arrivo di circa 30 miliardi di euro(!) per le “politiche ambientali”. Un enorme pioggia di denaro, dalla nuova gara sullo smaltimento dei rifiuti alle bonifiche. Risorse che rischiano di essere nuovamente gestite e sprecate secondo le pratiche opache che da quasi trent’anni (commissariamento alla ricostruzione del terremoto e poi commissariamento all’emergenza rifiuti) asfissiano la regione, con effetti distruttivi sulla qualità della vita sociale e della salute .
La Rete campana dei comitati in difesa della salute e dell’ambiente, che in questi mesi ha connesso le resistenze sociali da Serre a Terzigno, da Giugliano a Lo Uttaro e Napoli, insieme alla rete nazionale Rifiuti Zero, rivendica una radicale alternativa alle scelte attuali, la partecipazione, il controllo. Chiediamo di abbandonare inceneritori e megadiscariche per:

- Investire da subito in forme generalizzate di raccolte “porta a porta”, a partire dalla frazione putrescibile e con finalità di riciclaggio.

- Chiudere con le fallimentari gestioni dei commissari straordinari, costosissime e antidemocratiche.

- Restituire - dovunque sia stato calpestato - il potere di programmazione e di gestione alle comunità attraverso un percorso di reale partecipazione democratica e dal basso, previsto anche nelle convenzioni europee (Aarus, Alborg) e sistematicamente violata.

- Chiudere da subito e totalmente – senza deroghe di sorta - con la truffa dei sussidi all’ incenerimento (Cip 6 e Certificati Verdi)

- Puntare alla riduzione a monte dei rifiuti e far decollare davvero produzioni pulite, progetti estesi di riciclaggio e di compostaggio, sostituire gli inceneritori con sistemi di trattamento meccanico/biologico TMB.

- Il monitoraggio costante contro gli sversamenti abusivi e un’operazione trasparente di bonifiche del territorio, sotto controllo pubblico.

Tutto ciò consentirebbe di creare anche migliaia di nuovi posti di lavoro.
Al tempo stesso sono indispensabili finalmente norme nazionali come quelle sugli imballaggi per perseguire l’obiettivo progressivo dei rifiuti zero, gia adottato da molte grandi città e stati.
Un obiettivo realizzabile a patto di abbandonarel’ideologia della crescita indifferenziata che è distruttiva dell’ambiente e della salute. Un alternativa praticabile anche in Campania, dove, a dispetto della propaganda più opportunista, ovunque è stato applicato un progetto serio di raccolta differenziata porta a porta (da Acerra a Grumo Nevano) ha prodotto risultati considerevoli in brevissimo tempo.
La continua mobilitazione delle comunità e delle realtà di base, malgrado le campagne intimidatorie della stampa, una dura repressione e l’autoritarismo del potere, ci dimostra che le popolazioni non hanno smesso di credere nel proprio ruolo e nella fattibilità delle alternative per questo affermiano il diritto di resistenza.
Pertanto facciamo appello ai comitati di cittadini, alle comunità resistenti, alle reti nazionali (acqua pubblica, No centrali, No elettrosmog, NO Mose, NO Tav, No Dal Molin, Altragricoltura), ai movimenti, al mondo del lavoro, all’associazionismo, per costruire una mobilitazione nazionale alla metà di Ottobre .
Per dire no all’apertura del mega-inceneritore di Acerra e alla devastazione ambientale, per un piano rifiuti radicalmente diverso senza inceneritori e megadiscariche, scritto con la partecipazione di comunità e comitati in lotta. Con una piattaforma comune che, insieme alle altre mobilitazioni dell’autunno, dai No-Tav, ai No Dal Molin, abbia come obiettivo primario nello scontro per un altro modello di sviluppo, il rilancio del protagonismo popolare e della democrazia dal basso in tutte le scelte decisive sul futuro delle comunità, sulla salvaguardia dei territori, della salute e dei beni comuni!

ACERRA - SABATO 13 OTTOBRE
MANIFESTAZIONE DELLE COMUNITA’ RESISTENTI IN DIFESA DELLA SALUTE E DELL’AMBIENTE

- Rete Campana dei Comitati per la difesa della salute e dell’ambiente
- Rete Nazionale Rifiuti Zero

Prime adesioni: Comitato contro il megainceneritore di Acerra, Coordinamento comitati emergenza rifiuti - Caserta, Coordinamento dei comitati in difesa del territorio Area Vesuviana, Comitato Serre per la vita, Comitato Carmine Iurio 23 febbraio - Campagna , Comitato Allarme rifiuti tossici - Napoli, Comitato Salute e Ambiente - Salerno, Assise cittadina per Bagnoli, Coordinamento dei comitati in difesa dell’acqua di Napoli e Provincia, Comitato in difesa del Vallone di San Rocco, Comitato di Lotta Vele di Scampia, Comitato contro la centrale termoelettrica di Vigliena, Comitato acqua pubblica Salerno, Comitato contro il termovalorizzatore di Acerra, Attac Giugliano Fronte Popolare, Comitati in difesa della salute Giugliano-Qualiano-Villaricca, Rete Campana Salute e Ambiente.

Rdb Precari Autorganizzati (Banchi Nuovi, MDA Acerra Bruno Buozzi, Udn) Confederazione COBAS, Federazione Regionale Rdb/Cub, Mda Ex Macello Acerra, CSOA Officina 99 - Na, Laboratorio Occupato Insurgencia - Na, Laboratorio Occupato Ska - Na, CSOA DAMM - Na, Orientale Agitata, Rete per l’autoformazione Uniriot Napoli, Laboratorio Sociale Diana - Sa, Red Link, Sinistra Critica, Laboratorio Sociale Millepiani Caserta,…

Dax cancellato_DAX VIVE!

September 12th, 2007 September 12th, 2007
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Dax, cancellato il murale

Alla fine è stato cancellato.
Il murale che ritraeva Davide “Dax” Cesare, il giovane del centro sociale Orso ucciso nel 2003, a 26 anni, da due esponenti di estrema destra, in via Brioschi ora non c’è più, cancellato durante i lavori di pulizia della Darsena. Martedì l’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi aveva assicurato che il murales non sarebbe stato cancellato, ma le cose sono andate diversamente. “Sì è stato ripulito anche quel muro, come gli altri lì attorno”, ha spiegato l’assessore all’Arredo urbano, Maurizio Cadeo. Ma gli autori del murale non ci stanno: il murale verrà rifatto “più grande e più bello” assicurano i ragazzi del collettivo VolksWriters. Addolorata della cancellazione anche la madre di Dax, Rosa Piro. La donna ha chiesto al sindaco “un altro spazio dove possa essere ridipinto un murale, che, oltre a ricordare mio figlio, sia di monito perchè tutto ciò non si ripeta”.