April, 2007

Solidarietà a Francesco…

April 27th, 2007 April 27th, 2007
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Ebbene si…siamo le figure socialmente pericolose!!!…

Siamo quelli che lottano contro le discariche per il diritto alla salute e a vivere…
Siamo quelli che lottano per i parchi ubarni e pubblici al centro delle nostre città…
Siamo quelli che si battono contro la costruzione di ulteriori basi americane sul suolo italiano…
Siamo quelli che lottano da anni contro le sporche guerre di questi anni…
Siamo quelli che liberano spazi abbandonati per restituirli alla città…e che poi vengono puntualmente messi sotto attacco e sotto sgombero…mai come in questo ultimo periodo…

Si siamo noi…siamo quelli che vengono considerati pericolosi…!
Un controllo preventino non può però fermare chi, come Francesco, lotta e si in ciò in cui crede…
Pericolosamente ancora in cammino…per un altro mondo possibile…

A Francesco ed a tutti i fratelli colpiti dalla repressione va la nostra solidarietà.

Laboratorio Sociale MillePiani
Spa Spazio Pubblico AuToGestito…

Figure socialmente pericolose…

April 27th, 2007 April 27th, 2007
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Lunedì 23 aprile Francesco Brancaccio, detto Copertina, raggiunge il suo paesino di provenienza, Oriolo, in provincia di Cosenza. Martedì 24 mattina i carabinieri gli piombano in casa: è convocato dal comando generale dell’Arma della provincia cosentina.
Ieri, 26 aprile, Francesco raggiunge il comando e gli viene notificato l’avviso orale dell’Articolo 1, formalmente l’ammonimento (una sorta di diffida) che rende possibile l’applicazione delle misure di prevenzione (legge Scelba del ’56; rivista da Cossiga nell’88). L’ammonimento riguarda lo stile di vita e le frequentazioni di Francesco. Nonostante Francesco non sia mai stato condannato, viene riconosciuto, per la quantità di denunce e per le frequentazioni politiche, figura socialmente pericolosa.
Dunque un’intimidazione, per neutralizzare Francesco e la sua voglia di lottare. Un’intimidazione che già in passato aveva colpito diversi attivisti del Nord-est.
In perfetta continuità con il governo Berlusconi i procedimenti amministrativi colpiscono quasi più duramente di quelli giudiziari. Alla discrezione dei poteri di polizia viene rimessa la capacità di chiudere nell’angolo il conflitto e le forme di vita autonome. Gli attivisti rilanciano: Resisteremo un minuto in più di loro!”

SOLIDARIETA’ A FRANCESCO!!!
GUAI A CHI CI TOCCA!!!

qui maggiori info

Corteo Studentesco Contro LO UTTARO

April 27th, 2007 April 27th, 2007
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Sabato 28 aprile
ore 9.30
concentramento presso la stazione ferroviaria di Caserta

SCIOPERO GENERALE DEGLI STUDENTI CONTRO LO UTTARO!!

http://nouttaro.altervista.org/

Macrico…questione di verde e non solo…

April 21st, 2007 April 21st, 2007
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Macrico…questione di verde e non solo…

Nel 1150 Roma è attraversata da un fermento repubblicano nel quale si inserisce la predicazione di Arnaldo da Brescia. Le assemblee popolari scandiscono il tempo della rivolta contro il clero corrotto e le istituzioni pontificie: le assemblee di quartiere diventano le nuove istituzioni dell’autogoverno della moltitudine.

Parlare di Macrico Verde è parlare di autogoverno,
di decisione comune su un bene comune…

Nel 1228 a Bologna i cittadini invadono la sala del consiglio comunale per rivendicare contro il podestà locale l’allargamento del governo della città alla partecipazione dal basso. I cittadini, insorti, occupano il consiglio comunale distruggendo arredi e suppellettili: la città si dota di nuove istituzioni grazie alla spinta democratica della moltitudine, di un contropotere cittadino che tende ad allargare il tessuto della partecipazione e del governo.

Sottrarre il Macrico alle speculazioni edilizie, ai palazzinari, ai poteri forti della città, significa cominciare a pensare alla città intera come ad un Bene Comune, significa cominciare a parlare di qualità della vita, di una buona vita, degna di essere vissuta.

Nel 1371 i membri della Compagnia del Bruco (che prendeva il nome dalla contrada in cui avvenivano le riunioni), inferociti per la fame e la crisi economica che affamava i cittadini di Siena, saccheggiano le case di molti ricchi della città e assalgono il Palazzo Pubblico cacciandone i sette membri del governo che non appartenevano al popolo minuto. Comincia un processo di redistribuzione della ricchezza…

Il Macrico non è solo questione di verde. Il Macrico è un’occasione: per cominciare a progettare insieme la città, i tempi di vita, il traffico, per decidere collettivamente come spendere il denaro pubblico, come auto-gestire il patrimonio pubblico, come costruire luoghi di aggregazione contro la solitudine urbana.

Il 23 Aprile 2007, a Caserta i cittadini organizzati nel Comitato Macrico Verde partecipano al consiglio comunale dove si decide il destino dell’ex area militare, per far sentire la nostra voce, per esprimere un’istanza di democrazia dal basso, radicale, che intende ricordare a chi amministra la città che sono stati eletti con un mandato preciso: fare del Macrico un parco verde al 100%, uno spazio sociale e un bene comune dei/delle cittadini/e.

Vinceremo la battaglia sul Macrico se saremo in grado di uscire dalle nostre case, di rompere la solitudine che ci impongono con o senza lavoro, di riprenderci quel tempo che il lavoro (quando c’è…) ci toglie e stabilire un nuovo calendario, fatto di relazioni, di amicizia, di condivisione e cooperazione. Di decisioni comuni su beni comuni.

Progettiamo insieme un’altra città possibile a partire dai nostri desideri!!! Che 10/100/1000 assemblee cittadine/ di quartiere/ di rione proliferino!!! Cominciamo a decidere in prima persona sulla città che vogliamo!!! Costruiamo insieme l’autogoverno!!!

Vinceremo la battaglia sul Macrico se saremo in grado di trasformare questo desiderio di partecipare attivamente alla vita cittadina da episodio sporadico a pratica quotidiana, a riappropriazione della ricchezza che ogni giorno produciamo, inventando nuove istituzioni che organizzino la gioia e la vita in comune contro la degenerazione della politica-separata-dalla-società-e-dai-desideri.

Il xx/xx/200X saremo noi stessi a riprenderci il Macrico e ad autogestirlo non più delegando ad alcuno la nostra capacità di fondare un’altra città possibile…

La storia, tutta da scrivere, della città che sogniamo…

Laboratorio Sociale MillePiani

ex caserma Sacchi, via S.Gennaro 4, Caserta [loc. Falciano]
millepiani@virgilio.it

Caserma Sacchi, Patrimonio Comune

April 20th, 2007 April 20th, 2007
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Caserma Sacchi, Patrimonio Comune
…da restituire alla citta’

Il sito occupato dall’area ex-MACRICO e dall’ex-Caserma Sacchi e’ tra i piu’ carichi di memorie storiche ed artistiche tra quelli superstiti nella citta’ di Caserta, in particolare la caserma Sacchi. L’importanza del valore storico dell’area dell’ex Caserma Sacchi e’ stata riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali, che ne ha decretato la tutela ai sensi del codice dei beni culturali (D. Lgs. 42/2004) con decreto n° 323/2004.
Il vincolo storico artistico dovrebbe essere ragione sufficiente ad imporre la pubblica fruizione per scopi sociali e culturali, in quanto tra le destinazioni d’uso piu’ compatibili con le opere d’arte e le memorie conservate.
Dopo esser stata destinata da Alfonso I d’Aragona a sede della cavalleria reale, l’area dell’attuale ex-caserma Sacchi fu donata da Ferrante I d’Aragona al Vescovo di Caserta Giovanni de leone Galluccio sul finire del XV secolo e divenne residenza vescovile.
Agli inizi del XVII secolo la residenza fu ricostruita dalle fondamenta ed arricchita di un grande giardino (l’attuale area ex-MACRICO).
Della residenza seicentesca ma anche della prima fondazione restano, talvolta anche in buono stato di conservazione, stucchi, decorazioni ed affreschi che riflettono in gusto tardo-manieristico e barocco dell’epoca.
Alla meta’ del XIX secolo Ferdinando II di Borbone decise di trasformare il complesso della Sacchi in quartiere militare e l’area dei giardini (ex-MACRICO) in piazza d’armi.
L’area rimase adibita ad usi militari fino all’abbandono avvenuto in fasi successive nella seconsa meta’ del novecento.

In un momento cruciale di ridisegnamento strategico delle linee di sviluppo della citta’ di caserta, che sta finalmente e lentamente abbandonando la sua grigia e castrante connotazione di citta’ di caserme e bottegai in direzione di un rinascimento civile, sociale e culturale che i cittadini chiedono a gran voce nei movimenti che stanno animando la citta’ nell’ultimo periodo, la restituzione di due aree di vitale importanza come il MACRICO e la Caserma Sacchi ad uso sociale diventa il punto nodale della battaglia politica e cicile in citta’.

Il Laboratorio Millepiani chiede e rivendica l’apertura e l’utilizzo per fini sociali e culturali dell’ex-caserma Sacchi e la sua messa a disposizione della cittadinanza per fini associativi e partecipativi, nell’ottica della sperimentazione e dello sviluppo di nuove forme di democrazia dal basso.

La Caserma Sacchi dev’essere spazio Comune, Sociale e Culturale.

C’e’ una delibera del consiglio comunale che ne ha promesso l’utilizzo alle associazioni ed un decreto del Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali che riconoscendo il valore storico e culturale della Caserma sacchi ne vieta implicitamente la privatizzazione e/o utilizzi che non siano sociali.

Laboratorio Sociale Millepiani

Quelli di Piazza Sant’Anna, della Sacchi… ma non solo…

April 20th, 2007 April 20th, 2007
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Quelli di Piazza Sant’Anna, della Sacchi… ma non solo…
…quattro anni vissuti pericolosamente…

Dopo un anno di movimento, dai Collettivi studenteschi alla Rete Sociale per i Diritti Globali, di attraversamenti, dai cortei NO WAR allo Sciopero Generale, nasce in seno ad un gruppo di ragazzi costituitosi nel COLLETTIVO ARIA TESA l’esigenza di costruire un Laboratorio Sociale. Uno spazio fisico di incontro e socialità non mercificata, una fucina politica e culturale. La bottega di artigiani per la costruzione di “un’altra città possibile”.

Le logiche neoliberiste applicate al mondo della scuola come al quelle del lavoro non fanno che produrre solitudine sociale e nella città di Caserta questa disgregazione è favorita dalla svendita selvaggia del patrimonio pubblico.

A Caserta la mancanza di “Spazi Comuni” è lampante per chi sperimenta nuove forme dello stare insieme.

Nell’ottobre del 2003, dopo diversi tentativi di incontro con l’amministrazione comunale di centro destra per chiedere l’utilizzo a scopo sociale di uno dei tanti edifici abbandonati al degrado, dopo l’ennesimo rifiuto decidiamo di riprenderci il diritto allo stare assieme e di restituire alla città un edificio abbandonato all’oblio.

Così il 31 ottobre del 2003 viene liberato l’ex Ospedale Civile di Caserta a Piazza Sant’Anna e nasce il Laboratorio Sociale Mille Piani.

Un vecchio edificio abbandonato diventa in pochi mesi un luogo di socialità, cultura e conflittualità. Assemblee, concerti, cineforum, sportelli per il reddito, spazio artistico… Ma per la Digos è occupazione abusiva e danneggiamento… 13 denuncie!!!!

E dopo 8 mesi, apprendiamo che la Regione Campania ha autorizzato l’azienda ospedaliera, ente che gestisce l’immobile, a svenderlo alla Guardia di Finanza per costruirci una nuova caserma.

Un anno e mezzo di attività, 13 denuncie per occupazione abusiva, la solidarietà delle associazioni casertane e l’esigenza di tantissimi giovani di avere uno spazio sociale non bastano a bloccare la vendita dell’ex ospedale di Piazza Sant’Anna. Il 28 dicembre del 2004, mentre occupavamo simbolicamente l’ex Palazzo del Fascio, la Guardia di Finanza mura dall’interno i locali utilizzati dal Laboratorio MillePiani.

Un anno di vita Murato Vivo!!

Il sonno della città genera monumenti ai caduti… La gioia di stare assieme genera il Laboratorio Sociale MillePiani…

Ci vuole una casa per andare in giro per il mondo… Dal collettivo Aria Tesa al Laboratorio Sociale MillePiani l’esigenza di avere uno spazio è diventata vitale e molti nella città cominciano a credere che uno spazio autogestito sia una riserva di democrazia necessaria.

Nel dicembre 2004 siamo senza casa, ma nel gennaio del 2005 siamo di nuovo in moto… Nasce la Piccola Alleanza Municipalista [PAM] .

Un’insieme di associazioni e singoli che cominciano un percorso comune sulla questione degli spazio sociali… Inizia l’Odissea per Lo Spazio!!!

Un percorso che ha una svolta il 16 marzo 2005. Il consiglio comunale dell’amministrazione Falco approva una mozione sugli spazi sociali presentata dall’opposizione su sollecitazione delle associazioni e dei movimenti cittadini. L’amministrazione si impegna a destinare una parte non specificata della Caserma Sacchi alle attività delle associazioni e a provvedere ad una soluzione temporanea per le associazioni senza sede, in attesa che vengano terminati i lavori alla Sacchi.

Ma dopo un mese di attese e richieste respinte, le associazioni sono ancora senza spazio. Il Laboratorio MillePiani e le associazioni della PAM si insediano il 23 aprile 2005 in un’area della Caserma Sacchi già ristrutturata e cominciano a svolgere lì iniziative sociali e culturali, con il piano sostegno di tutto il movimento casertano.

Nel maggio 2005 l’amministrazione comunale senza alcun preavviso intima lo sgombero dei locali utilizzati. La motivazione è ufficialmente, di tipo tecnico: i lavori devono essere ultimati e le nostre attività interferiscono con lo svolgimento degli stessi.

Mentre il Comune comunica a forza di ordinanze di sgombero e cavilli tecnici, le associazioni chiedono una risoluzione politica della questione in coerenza con quando approvato con la mozione del 16 marzo.

Nel luglio 2005, approfittando delle assenze estive, il comune reitera vigliaccamente lo sgombero. Le proteste delle associazioni e delle forze politiche di sinistra bloccano il tragico evento.

Ottobre del 2005. A seguito di un incontro promosso dalla prefettura di Caserta alla presenza di Comune, Provincia, Regione e delle associazioni della PAM, il Comune affida temporaneamente alle associazioni due locali della Sacchi. Due stanze, sprovviste di servizi ed inadeguato alle attività portate avanti in questi anni dal Laboratorio MillePiani.

Dimostrando grande senso civico lasciamo la struttura ed accettiamo di restringerci in due stanze in attesa che i lavori vengano terminati e che la Caserma Sacchi possa finalmente essere utilizzata.

Aprile 2007….

Sono passati due anni!!!

Il Laboratorio MillePiani si trova ancora in due stanze.

Un lotto dell’enorme struttura è già completamente ristrutturato ed agibile.
Un secondo lotto sarà finito a breve. I locali del primo lotto sono vuoti e nessuno si è ancora espresso sulla loro reale destinazione d’uso.
Ironia vuole che l’attuale maggioranza non solo sia salita al governo della città con un programma che parlava di spazi sociali, ma per di più molti degli attuali amministratori sono coloro che hanno appoggiato la battaglia del Laboratorio MillePiani.
L’attuale amministrazione è la stessa che, all’opposizione si è battuta affinché la Caserma Sacchi fosse vincolata, almeno in parte ad utilizzo Sociale, Pubblico, Collettivo.

La Caserma Sacchi, insieme al Macrico, è la possibilità di rendere Caserta una città migliore…!!!

LABORATORIO SOCIALE MILLEPIANI

Prossime serate al MillePiani

April 19th, 2007 April 19th, 2007
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…Muzik against Fascism…

Sab 21 ap.
h.22.o0
Kavallette attack on Macrico…
…Elektronische Beatz & Drum’N'Bass…
Live performing set and Visual effects by Dj Radioactive & Vj Pentothal

Mar 24 ap.
h.22o0
…Roots combination…
Mystical Powa meets HDM
Danz roots & Dub …Resistere!!!!

Sab 28 ap.
h.22.o0
Poesie e racconti…
lettura delle autoproduzione di Nico Cosentino
a seguire…
Xantippe… [live strumental set]

Sab 12 mag.
h.22.o0
…drum&bass, urban beat, jungle…
Livi-o (polina) ,
Ale g (2 step, romastyle) ,
Recycle collective
…………Enjoint yourself!

Sab 19 mag.
h.22.o0
…Dub Night…
Giant Killa meets Mystical Powa

…ingresso a sottoscrizione…

Durante le serate…: - Baretto dei Mille
- Free Ganja Area
- Info Shop Mille
- Info e Bandiere Macrico Verde 100%

Laboratorio Sociale MillePiani
S.P.A. Spazio pubblico autogestito
Via San Gennaro, Ex Caserma Sacchi
Caserta
millepiani@virgilio.it

Diana Vive!!!

April 14th, 2007 April 14th, 2007
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Dopo lo sgombero del 7 Febbraio, dopo l’occupazione dell’ex Ostello della gioventù, continuiamo la ricerca di spazi liberati nella nostra città.
Questa mattina abbiamo occupato i capannoni in Via Allende, adiacenti agli uffici regionali. Le decine di attivisti presenti rilanciano l’esigenza di ottenere e conquistare uno spazio liberato per portare avanti le nostre esigenze di socialità e di cultura, assieme alle tante lotte per il reddito, per l’ambiente, per la difesa del territorio e la democrazia. La nostra iniziativa sta dimostrando che esiste una città diversa, che resiste al conformismo politico e culturale, che porta vita, produzione, attività negli angoli dove non esiste più altro che il vuoto dell’abbandono. Stiamo lottando per tutta la città, e invitiamo tutti i cittadini ancora liberi a continuare insieme a noi.

Laboratorio Diana in continuo movimento

seguiranno aggiornamenti

www.laboratoriodiana.org

Comunicato MillePiani per il Damm

April 13th, 2007 April 13th, 2007
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In mattinata abbiamo appreso del viagliacco tentativo di sgombero che avete subito.
Ormai gli spazi sociali sono sempre più sotto attacco…in tutta Europa subiamo continuamente attacchi e sgomberi, come il furto di tutte le nostre attrezzature audio-visive qualche mese fa o come gli sgomberi del Diana a Salerno e del CSA Bruno di Trento.
Ma ciò non può fermare il nostro cammino…il nostro desiderio di esistere…la possibilità di continuare a creare nuove effetti collaterali nell’impero…
Vi esprimiamo tutta la nostra solidarietà, pronti a resistere insieme a voi al prossimo attacco che subirete o che qualsiasi altro spazio sociali subisca.
Guai A chi ci Tocca!!!

Laboratorio Sociale MillePiani

Caserta
Via San Gennaro - Ex Caserma Sacchi
millepiani@virgilio.it

Tentativo di sgombero del DAMM , il Comune di Napoli attacca i centri sociali.

April 13th, 2007 April 13th, 2007
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Tentativo di sgombero del DAMM
Il Comune di Napoli attacca i centri sociali

Stamani intorno alle 6:30 un folto gruppo di polizia, carabinieri, vigili urbani, e squadrette del Enel e del Arin hanno tentato di sgomberare il centro sociale DAMM (in sigla Diego Armando Maradona Montesanto) nel cuore del centro storico della citta’. La determinazione e l’intervento repentino degli occupanti e degli abitanti del quartiere ha impedito lo sgombero e la squadraccia mandata da Comune e Prefettura e’ tornata indietro.
Un episodio incredibile, che senza dubbio sancisce l’apertura di una fase di scontro tra l’amministrazione comunale ed i centri sociali della citta’.
Mentre Comune e Prefettura si rimbalzano la paternita’ dell’iniziativa adducendo l’intervento al seguito di una denuncia di vecchia data per occupazione di edificio pubblico, appare assolutamente desolante il fatto che l’amministrazione comunale davanti ad una citta’ che cade letteralmente a pezzi si preoccupi dello sgombero dei centri sociali che sono uno dei pochi baluardi che in concreto combattono l’imbarbarimento sociale.
L’assessore al Patrimonio del Comune di Napoli Ferdinando Di Mezza ci deve far capire cosa ha in mente, e se alla farsa di stamane seguira’ una volonta’ politica di assegnare gli spazi agli occupanti oppure se davvero questi signori vogliono aprire uno scontro in citta’ con i centri sociali occupati autogestiti. Cio’ che e’ accaduto a Copenhagen con lo sgombero del Ungdomshuset e l’incredibile resistenza attuata da migliaia e migliaia di attivisti provenienti da tutta Europa e’ esattamente cio’ che accadra’ a Napoli se l’amministrazione Iervolino decidera’ di aprire un scontro frontale con gli spazi occupati. In questi giorni abbiamo assistito al grande successo dello spettacolo teatrale “Arrevuoto” che ha ricevuto l’encomio del Presidente della Repubblica oltre che del Sindaco, evidentemente il sindaco Iervolino non sa che tante delle energie che hanno costruito “Arrevuoto” sono le stesse che portano avanti il DAMM. Se l’amministrazione comunale vuole aprire la guerra con noi, non ci tireremo indietro ! I centri sociali napoletani sono tra le migliori esperienze della citta’ attraverso le loro proposte culturali e come qaurtier generali dei diritti sociali nei quartieri. Il DAMM cosi’ come Insurgencia, il Terra Terra, lo SKA, sono un bene comune della citta’ e come tali vanno difesi da chi vorrebbe farne un circoletto acquiescente e normalizzato. Esprimiamo la massima solidarieta’ agli attivisti del DAMM coscienti che quello che noi abbiamo, e’ quello che ci siamo presi , e quello che siamo presi e’ solo una piccola parte di quello di cui abbiamo bisogno !!!

Laboratorio Occupato Insurgencia
Orientale Agitata
Napoli Arcobaleno
Comitato di Lotta Vele di Scampia