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Laboratorio di auto-formazione sulla democrazia

October 7th, 2009 October 7th, 2009
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MilleUni…
La libera multiversità del Laboratorio Sociale Millepiani,
insieme all’InternetCafè autogestito
presentano:

Laboratorio di auto-formazione
“Genealogia e critica della democrazia: verso nuovi scenari di democrazia
radicale”

Il laboratorio di auto-formazione si articolerà in due incontri: nel primo si tenterà un approccio genealogico al problema della democrazia. A partire dalla critica degli esiti storici della democrazia, si cercherà di
ripercorrere a grandi linee le tappe del pensiero politico che hanno gettato le basi teoriche del pensiero e della pratica liberaldemocratica, i cui esiti inducono oggi numerosi studiosi a parlare di “crisi della democrazia e
della rappresentanza”. Da questo punto di vista, la prima parte del laboratorio di auto-formazione sarà indirizzata a decostruire il concetto di democrazia attraversando il pensiero di autori come Rousseau e Sièyes, fino ad arrivare a Kelsen e a Schmitt, la cui critica della liberaldemocrazia chiude la prima fase del laboratorio.

Nel secondo appuntamento, invece, si cercherà di individuare i nodi fondamentali del dibattito contemporaneo sul tema della democrazia radicale. Lungi dall’essere stata pensata esclusivamente come “forma di governo” e quindi come tecnica di gestione dello stato moderno, infatti, la democrazia può essere intesa come “progetto di liberazione”, ovvero come l’istanza critica diretta contro il potere nella sua forma costituita. A partire dalle
aporie che il tema della democrazia radicale incorpora, si aprirà poi l’analisi alla necessità di inventare nuove “istituzioni del comune”, al nesso tra democrazia e biopolitica, per dare corpo all’ipotesi di dar vita, nella prassi politica dei movimenti sociali, a forme di democrazia capaci di sottrarsi alla rappresentanza e di affrontare in termini “affermativi” il problema della trasformazione sociale.

Venerdì 16 ottobre ore 19
Genealogia e critica del concetto di democrazia
Relatore: Pietro Sebastianelli (dottorando in filosofia politica)

Mercoledì 21 ottobre ore 19
Democrazia e biopolitica
Relatore: Adalgiso Amendola (docente di filosofia del diritto)

…previsto aperitivo precario…

gli interventi andranno in onda su www.radiossina.info

Laboratorio Sociale Millepiani
ex caserma sacchi
via s.gennaro 4
Caserta [loc. Falciano]
info: info@laboratoriomillepiani.org

No a CasaPound a Materdei

September 17th, 2009 September 17th, 2009
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Venerdì alle ore 11.00 - uscita metro Materdei -
Presidio contro l’insediamento in una struttura comunale (l’ex-convento di Salita San Raffaele) di una sede del gruppo neofascista Casapound!

Un gruppo incostituzionale che si autodefinisce “I fascisti del terzo millennio”, che promuove l’odio razziale e la guerra tra poveri, che osteggia le conquiste delle donne, che definisce gli omosessuali “persone contro-natura”
Abbiamo sempre difeso e praticato il diritto alla casa e agli spazi sociali e proprio per questo non accettiamo che un gruppo neofascista strumentalizzi queste lotte pe costruirsi una sede da cui diffondere il proprio veleno sociale tra i giovani e i giovanissimi, per reprimere il dissenso trasformandolo in rancore sociale verso i più deboli. Si sentono legittimati dal clima di paura sociale e di guerra tra poveri incoraggiato dal governo. Spetta alla mobilitazione e alla responsabilità di tutti i cittadini fermarli!

Il presidio è promosso da realtà di quartiere, dai movimenti napoletani, dagli studenti, dalle associazioni glbt, dai gruppi antirazzisti.

Diffondiamo e partecipiamo tutti e tutte!!

Rete napoletana contro il neo-fascismo, il razzismo e il sessismo

25 e 26 marzo, mobilitazione regionale contro l’entrata in funzione dell’inceneratore di Acerra

March 20th, 2009 March 20th, 2009
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LE NOSTRE IDEE E LA NOSTRA SALUTE CONTINUANO A NON AVERE PREZZO!!!

OGGI COME IL 29 AGOSTO 2004 DICIAMO NO ALL’INCENERITORE!!!

 

Il 26 marzo Berlusconi inaugurerà la prima linea dell’inceneritore di Acerra. La macchina organizzativa è avviata e la sola vera preoccupazione è quella della buona riuscita dell’evento sotto il profilo mediatico. Si vogliono addirittura esporre reperti archeologici provenienti dalla collezione Spinelli, custoditi negli sgabuzzini del Museo Nazionale di Napoli, invano richiesti da anni dalle associazioni e dalle istituzioni cittadine. Nulla importa che a lavorare in quel cantiere, presidiato dall’esercito, ci sia ancora una società sotto processo per truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture che ha trasformato la Campania, a spese dei cittadini, in una vera e propria discarica a cielo aperto.

 

Intanto l’impianto, definito nel 1999 “a tecnologia non particolarmente innovativa”,  ha già digerito nei giorni scorsi i primi carichi di “monnezza tal quale” (senza alcuna selezione o tritovagliatura come dimostrano i filmati presenti su Internet chissà perchè oscurati in queste ore) nonostante la commissione ministeriale incaricata dell’aggiornamento della compatibilità ambientale avesse nel 2005 subordinato il proprio parere favorevole a ben 27 prescrizioni tra cui quella, ritenuta fondamentale, della combustione del solo CDR che in Campania non è mai stato prodotto.

 

La verità è che in quel catorcio, che nessuno voleva, i cui lavori sono ripresi solo grazie all’ennesima deroga alle normative nazionali ed europee operata attraverso la decretazione di urgenza e la militarizzazione dei siti e che ci ha di fatto catapultati in uno stato di polizia, bruceranno a nostre spese di tutto e di più, e ciò con la colpevole compiacenza di quella informazione nella quasi totalità asservita agli interessi delle grandi lobby inceneritoriste.

Quali le garanzie per la nostra salute in questo territorio che, secondo uno studio voluto dallo stesso Bertolaso, presenta il più elevato tasso di mortalità per cancro e malformazioni genetiche? Che fine ha fatto la bonifica? Dove saranno smaltite le ceneri e gli altri scarti dell’impianto?

 

Alla vigilia dell’accensione, tutte le nostre ragioni sono ancora in piedi, le nostre semplici domande continuano a non trovare risposte, aumentano le nostre legittime preoccupazioni per il futuro nostro e dei nostri figli.

E’ forse sufficiente a tranquillizzarci l’Osservatorio voluto da Berlusconi e Bertolaso? Un gruppo, cioè, di tecnici individuati senza alcuna procedura trasparente e partecipativa e pagati da chi deve essere controllato? O forse è sufficiente a tranquillizzarci l’idea che saranno esposti e resi pubblici i dati delle emissioni? Sono queste le loro garanzie? È questo che tranquillizza coloro che in questi giorni, in cambio della salute dei cittadini, scoprono all’improvviso “l’acqua calda” del teleriscaldamento che non potrà mai essere realizzato, o che sperano in possibili riduzioni di tasse e in bollette meno care?

 

Anche i cittadini di Colleferro erano stati rassicurati sull’inceneritore con tante belle parole e con un display in piazza. A distanza di anni, però, la magistratura ha scoperto che i dati erano truccati ed ha sequestrato l’impianto, così come sono stati sequestrati gli inceneritori di Pietrasanta e Vercelli, il gassificatore di Malagrotta e l’inceneritore di Brindisi a riprova che il controllo delle emissioni degli inceneritori è un bluff: quando viene fatto viene aggirato! In ogni caso, anche laddove vengono rispettati i parametri di legge gli inceneritori continuano a sputare velenose particelle cancerogene.

 

Finora sono stati spesi oltre 3 miliardi di euro per la cosiddetta emergenza rifiuti; centinaia e centinaia di milioni di euro solo per l’inceneritore di Acerra. Quanto costerà ancora alla collettività questa gestione dei rifiuti? E’ vergognoso che in questo momento di crisi, mentre migliaia di lavoratori della Fiat, dell’indotto e di tante altre aziende rischiano il licenziamento, mentre si riducono servizi essenziali e spese sanitarie, mentre aumenta la precarietà del lavoro, mentre si nega un reddito a fasce sempre più numerose della popolazione che rischiano la povertà, si continuano a regalare soldi alle imprese per la costruzione di altri inceneritori in Campania.

 

Noi non abbiamo cambiato idea! Non c’è pacchetto compensativo che tenga! E non sarà qualche posto di lavoro o la promessa di qualche beneficio economico a farci cambiare idea. Eravamo e siamo contro l’impianto di Acerra e continuiamo a chiedere che non venga attivato né il 26 marzo né mai e laddove dovessero imporcelo continueremo la nostra lotta per farlo chiudere. Continueremo a chiedere la messa fuori legge dell’incenerimento, conveniente solo per le grandi aziende che ricevono miliardi di euro tolti dalle nostre tasche attraverso la bolletta elettrica e sottratti alle vere fonti energetiche rinnovabili.  Continueremo a pretendere una diversa politica sui rifiuti fondata su riduzione, riuso, raccolta differenziata e riciclaggio, per “Rifiuti Zero” che è ormai una realtà concreta in tanti paesi del mondo come hanno dimostrato i tanti amministratori e i tecnici stranieri che si sono incontrati a Napoli dal 18 al 21 febbraio scorso in occasione del V Dialogo Internazionale di ZWIA (Zero Waste International Allianz) e che insieme alle comunità in movimento hanno chiesto al Prefetto di incontrare pubblicamente i tecnici del Commissariato Straordinario per proporre una soluzione alla vergognosa emergenza rifiuti in Campania senza inceneritori e mega discariche.

 

Perché si sottraggono a tale confronto? Temono forse di svelare l’affare?

 

Non consentiremo che la città assista in silenzio alla farsa che Berlusconi vuole mettere in scena per nascondere la truffa rappresentata dall’inceneritore di Acerra,  un vero e proprio monumento alla violazione dei diritti fondamentali e, come abbiamo anticipato al Commissario Prefettizio del Comune di Acerra, non permetteremo di mortificare la battaglia di una intera comunità che, in tempi non sospetti, ha avanzato critiche e dubbi che oggi trovano conferma negli atti della magistratura e che ha denunciato in tutte le sedi i costi sociali di quanto stava avvenendo in Campania.

 

E’ per questo che facciamo appello agli studenti, ai disoccupati, ai lavoratori, agli agricoltori, ai commercianti, alle associazioni, alle autorità civili e religiose, alle forze politiche e sindacali, alla libera informazione, alle donne e agli uomini liberi, perché insieme con noi facciano sentire la loro voce nei prossimi giorni ed il 25 e il 26 prossimo quando saremo ancora in piazza, con le nostre ragioni e le nostre domande, per svelare l’imbroglio dell’inceneritore e smantellare le bugie che si apprestano a raccontare.

 

Non è il momento della svendita nè della rassegnazione.

 

Oggi più che mai è necessario un piano Rifiuti Zero per la Campania senza discariche di tal quale ed inceneritori.

 

 

Mercoledì 25 Marzo ore 16.30

Corteo regionale ad Acerra con concentramento a Piazza Duomo

 

Giovedi 26 Marzo ore 10.00

Presidio ad Acerra con concentramento a Piazza Castello

 

 

MOVIMENTO CAMPANO PER I RIFIUTI ZERO

 

 

Sabato 7 marzo, manifestazione per la chiusura della discarica di Chiaiano e Marano

March 2nd, 2009 March 2nd, 2009
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Appello alla mobilitazione per la chiusura della discarica di Chiaiano e Marano e per un Piano rifiuti alternativo al disastro delle megadiscariche e degli inceneritori

La mobilitazione delle comunità resistenti di Chiaiano e Marano è stato uno degli esempi di nuova democrazia e partecipazione nel nostro paese. In questi mesi abbiamo intrecciato le nostre lotte con quello del resto delle comunità e delle reti in lotta in difesa della salute e dell’ambiente in Campania, e nell’ambito del mutuo soccorso con le altre comunità in lotta in difesa dei beni comuni.

Dopo 11 mesi di mobilitazione e di lotta serrata con il governo Berlusconi e Bertolaso, il governo ha aperto il primo lotto dello sversatoio nella Selva di Chiaiano. Dopo la militarizzazione dell’area con oltre un centinaio di militari che occupano la nostra terra dal mese di luglio, in supporto il governo ha inviato 1500 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri a militarizzare ulteriormente Chiaiano e Marano. Le strade dei nostri quartieri si presentano oggi come uno scenario di guerra, con volanti e poliziotti ad ogni angolo di strada. Una asfissiante pressione ed un gioco di terrorismo psicologico vero e proprio che attanaglia i cittadini dell’area nord di Napoli fino al ridosso del presidio permanente.
 
Sappiamo bene che il nemico che abbiamo davanti è composto da una fitta rete di interessi fortissimi che vedono coinvolti gli interessi politici ed imprenditoriali di tutti gli schieramenti. Sappiamo bene che solo un nemico così forte può permettersi di buttare via milioni e milioni di euro per l’allestimento di una discarica inutile e dannosa, che può spendere decine e decine di migliaia di euro al giorno per la militarizzazione dell’area, che si può permettere di buttare via 850 mila euro per una presunta bonifica dall’amianto che avevano denunciato come indispensabile già mesi fa. Un nemico che è incurante della pressione della Commissione Europea e che si permette grazie alla legge 123 di istituire l’ennesima legislazione d’emergenze incastonandola nell’ordinamento vigente come una procedura “normale” andando in deroga a tutte le leggi di garanzia fino anche a quella sul lavoro e sulle norme antincendio, per non parlare poi di una serie impressionante di norme di garanzia sulla salute e sull’ambiente.
 
In questi mesi abbiamo intrapreso il percorso del movimento verso rifiuti zero comprendendo bene che il problema vero legato allo smaltimento dei rifiuti riguarda il modello di sviluppo e gli stili di vita ma anche le scelte politiche contingenti.
 
Nel nostro paese è in atto un saccheggio del territorio nel nome dei Cip 6 per gli inceneritori e dei fondi per la costruzione di discariche.
Opere la cui sola utilità è l’arricchimento dei grandi potentati economici dal Nord dalla A2A al gruppo Marcegaglia. Abbiamo compreso come solo il trattamento a freddo TMB e la raccolta differenziata spinta possono essere delle forme di smaltimento dei rifiuti compatibili, accompagnate dal cambiamento radicale degli stili di vita e dei processi di produzione e consumo.
 
Oggi, dopo le prime mobilitazioni susseguenti l’apertura della discarica, che hanno smentito in pieno le vergognose dichiarazioni di Bertolaso e del sindaco Iervolino che parlavano di successo dell’opera di convincimento della popolazione, siamo chiamati a una mobilitazione ulteriore e piu’ forte.
 
Siamo chiamati a battere innanzitutto la paura instaurata a Nord di Napoli in questi mesi ed in questi giorni. Cittadini, casalinghe, impiegati, studenti, pensionati, lavoratori, precari, disoccupati, in questi mesi hanno subito le botte, le denunce, i processi, le schedature di massa nelle caserme e nelle questure, gli arresti domiciliari ed il carcere per difendere il proprio territorio e la propria salute, e per affermare che e’ possibile costruire spazi di anomalia, di ribellione, di democrazia dal basso in questo paese. Siamo coscienti che la sola affermazione dell’esistenza dell’anomalia, della mancanza di pacificazione del territorio non basta per chiudere la discarica di Chiaiano.
 
Allo stesso modo sappiamo bene che cio’ che abbiamo costruito in questi mesi ha cambiato la vita di una intera comunità, ha cambiato abitudini, stile di vita, rapporto con le istituzioni ed i partiti, di centinaia di persone sul nostro territorio, e quello è un patrimonio che nessuno potrà mai eliminare.
 
L’affermazione della nostra autonomia e della nostra irriducibile indipendenza ha tenuto lontano l’arco della rappresentanza istituzionale, tanto che tutti i partiti hanno rappresentato e rappresentano la nostra controparte. Anche c hi oggi fa appello alla costruzione di una presunta nuova sinistra che vuole parlare il linguaggio del Sud, come Niky Vendola, è stato il solo politico ad esprimere solidarietà a Guido Bertolaso indagato per traffico illecito di rifiuti nell’ambito dell’inchiesta Rompiballe. Il nemico dei movimenti del Sud sostenuto da chi vorrebbe riaprire un dialogo con i movimenti.
Un’assurdità…
 
In questi mesi abbiamo ricevuto la solidarieta’ dei movimenti sociali di Napoli, della Campania e di tutto il paese a cominciare dalle comunita’ in lotta per la difesa dei beni comuni. Ed è a loro che oggi facciamo appello per costruire una mobilitazione generale per la chiusura della discarica di Chiaiano. Una mobilitazione per battere la paura, per battere il terrorismo del governo, per battere chi ci vorrebbe marginali e minoritari. La Selva di Chiaiano non ha solo la Cava del Poligono. Decine di Cave sorgono nel Parco delle Colline Metropolitane. Alcune di esse erano di proprietà della Fibe S.p.a del gruppo Impergilo fino a pochi mesi fa, fino a quando il governo centrale non ha deciso di cambiare gli attori della speculazione sui rifiuti in Campania estromettendo la compromessa e plurinquisita Fibe dalla partita rifuiti. Oggi alcune di queste cave sono state acquisite dal governo e potrebbero risultare funzionali all’intero ciclo di smaltimento dei rifiuti costruendo a Nord di Napoli il piu’ grande sversatoio d’Europa chiudendo l’intero ciclo de rifiuti depositando a Chiaiano anche le ceneri degli inceneritori in costruzione in Campania. Una prospettiva di morte davanti alla quale le 200 tonnellate al giorno scaricate fino ad ora nella cava del Poligono sono davvero poca cosa.
 
Siamo chiamati dunque non solo a chiudere la discarica parzialmente aperta oggi, ma ad impedire che l’intero ciclo dei rifiuti della Campania e non solo si chiuda sulla nostra terra. Se passa la bomba ecologica di Chiaiano e l’apertura dell’inceneritore di Acerra, prevista per il 26 marzo, sarà molto difficile contrastare queste scelte che comportano un enorme danno alla salute, non solo per Napoli-Nord e per Acerra, ma per tutta la Campania. Il nostro appello è per costruire una manifestazione per sabato 7 marzo a Chiaiano, una manifestazione dei movimenti, delle comunità resistenti, delle reti, delle associazioni, dei cittadini, in difesa della salute e dell’ambiente e contro l’intero piano rifiuti. Il primo passo per ricominciare a fermarli, da Chiaiano ad Acerra. Una manifestazione a cui chiediamo di partecipare a tutti coloro che in questi 11 mesi di mobilitazione hanno gridato “Siamo tutti Chiaiano”, a tutti coloro che in questi mesi hanno sostenuto la nostra lotta. Oggi proviamo a costruire una nuova epifania della ribellione per rilanciare in avanti la difesa dei beni comuni, della terra e della salute a nord di Napoli.

Sabato 7 Marzo 2009
Manifestazione a Chiaiano
Partenza ore 16,00 Stazione Metro di Chiaiano

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano

Per adesioni: insurgencia@email.it

 

Sabato 17 gennaio, Manifestazione Nazionale per la Palestina

January 15th, 2009 January 15th, 2009
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VITA, TERRA E LIBERTA’ PER IL POPOLO PALESTINESE
 
Mentre il genocidio continua, l’attenzione mass-mediatica tende opportunisticamente ad abbassarsi e ad oscurare o mistificare i termini di quest’operazione infame che già oggi vede circa mille vittime e migliaia di feriti palestinesi. Oltre un terzo bambini…! La protesta sta invece crescendo in molte parti del mondo, così come la campagna di boicottaggio delle principali aziende dell’economia di guerra israeliana. Continuiamo perciò la mobilitazione contro l’occupazione israeliana e il massacro dei palestinesi!
Consapevoli che in Palestina non ci sono due attori corresponsabili della mattanza, ma un oppresso e un oppressore, una vittima e un aggredito, e che la vittima, la popolazione palestinese, ha diritto di resistenza, la fine dell’occupazione, dell’embargo e dell’apartheid da parte dello stato
d’Israele sono le sole condizioni per realizzare davvero una pace giusta.
 
Vita, Terra e Libertà per il popolo Palestinese!
 
Dopo le mobilitazioni e le azioni a livello locale, sabato 17 gennaio appuntamento per la manifestazione nazionale in solidarietà con la popolazione di Gaza sotto l’attacco dell’esercito israeliano dal 27 dicembre, per fermare la strage di civili palestinesi.
 
Sabato 17 Gennaio
ore 15.30 Piazza Vittorio, Roma
Manifestazione Nazionale di solidarietà con il popolo palestinese
 
 
per raggiungere Roma i pullmans da Napoli partiranno alle ore 10.30 da Piazza Garibaldi (Hotel Teminus) e il prezzo sarà di 10 euro A/R.
Per info e prenotazioni posti: 3207855640 (Luca)
 
Comitato napoletano di solidarietà con la Palestina

Lunedi 15 dicembre, Manifestazione a Chiaiano in difesa della salute e della democrazia

December 11th, 2008 December 11th, 2008
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VOGLIONO APRIRE LA “BOMBA ECOLOGICA” DI CHIAIANO:
DIFENDIAMO LA SALUTE E LA DEMOCRAZIA!!
 
La nostra battaglia contro una megadiscarica nella cava di Chiaiano va avanti da oltre 8 mesi! Una lotta contro le lobby delle discariche e degli inceneritori, che da anni .alimentano la cosiddetta “emergenza rifiuti” e boicottano la raccolta differenziata e tutte le alternative concrete e possibili. Sequestrano la nostra democrazia per un solo motivo: per fare i soldi! Sui contributi statali all’incenerimento, sullo sfruttamento delle megadiscariche, sugli accordi inconfessabili con le ecomafie, sulla nostra pelle e sul nostro futuro.
 
Per questo ci siamo autorganizzati senza delegare più a nessuno la difesa della salute e dei territori, senza affidarci a nessun “santo” da cui attendere miracoli. Ci siamo alleati e abbiamo lottato insieme alle altre comunità sotto attacco e agli altri movimenti in difesa dei beni comuni. Manifestazioni, blocchi, resistenza, azioni creative, occupazioni, ma anche tavoli tecnici, denunce alla magistratura, ricorsi al Tar. Se qualcuno chiede della dignità della nostra gente può guardare da questa parte!
 
Abbiamo ampiamente dimostrato che questa megadiscarica nel polmone verde di Napoli, tra aree densamente popolate e affollate da ospedali è una follia! Sul piano urbanistico e ambientale, per l’avvelenamento delle falde e dell’aria, per i rischi di incremento di gravi patologie, per l’impatto sulla circolazione, sul futuro del parco e sull’economia.
 
Il ritrovamento di tantissime tonnellate di amianto proprio nella cava ha confermato i nostri allarmi! La discarica abusiva di amianto, che incredibilmente sono riusciti a “non vedere” nelle indagini ambientali a giugno, è stata poi movimentata in maniera illegittima e pericolosa, come è documentato nelle denunce. Ma soprattutto avviene una cosa sconcertante: in ogni parte del mondo si sarebbe bloccato tutto, per provvedere alla bonifica e per verificare la presenza di altri sversamenti mortiferi nei dintorni. Così è avvenuto ad esempio a Pianura.
 
E invece hanno deciso di andare avanti, incuranti e insensibili ai nostri diritti:
 
Bertolaso ha annunciato l’apertura della discarica prima di Natale!! Alcuni quotidiani prevedono l’avvio per lunedì 15 dicembre, perché il giorno dopo c’è la visita di Berlusconi…
 
L’annuncio di una bomba ecologica è ridotto a notizia dal “Talk Show”, sottoprodotto coreografico della visita del premier! Ma la nostra vita non è una fiction delle sue innumerevoli televisioni!
 
Proprio mentre una parte dei poteri che hanno devastato il nostro territorio si accartocciano sulle proprie miserie, l’altra parte dei responsabili diventa sempre più arrogante dagli scranni del governo. Devono garantire migliaia di milioni di euro tra discariche, inceneritori e lavori senza vere gare d’appalto (per “l’emergenza”…). Hanno fatto del destino di Chiaiano e Marano un simbolo della propria prepotenza. Hanno fatto leggi speciali (la legge 123) per imbavagliare la magistratura, minacciare i cittadini e aggirare tutti i regolamenti di tutela ambientale e della salute. Ora vogliono dimostrare all’Italia che nessuna ragione può fermarli se è in gioco il profitto.
 
Per tutto questo i cittadini di Chiaiano e Marano non si arrendono e fanno appello alle associazioni ambientaliste, ai movimenti, ai liberi cittadini di Napoli e della Campania: la nostra sorte dirà molto del futuro della democrazia e dei diritti in tutta la regione.
 
Quando arriveranno ci troveranno in piazza, per difendere quel territorio che è il nostro, è di chi lo vive e non di chi ci specula!
 
Lunedì 15 dicembre: MOBILITAZIONE GENERALE
 
Ore 7.00: Appuntamento al presidio della Rosa dei Venti
Ore 15.00: Manifestazione con partenza dalla stazione Metro di Chiaiano
 
 
Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano
Rete Campana Salute e Ambiente
 

Venerdi 12 dicembre, Sciopero Generale del sindacalismo di base

November 29th, 2008 November 29th, 2008
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12 dicembre SCIOPERO GENERALE per l’intera giornata indetto dal sindacalismo di base CUB - Confederazione Cobas - SdL Intercategoriale
 
Dopo il grande successo dello sciopero generale e l’enorme numero di manifestanti (500 mila secondo quasi tutti i mezzi d’informazione) in piazza il 17 ottobre scorso, Cub, Cobas e SdL intercategoriale, le tre organizzazioni del sindacalismo di base e alternativo che hanno stipulato il Patto di Consultazione permanente, ritengono indispensabile che si giunga ad una seconda giornata di sciopero generale che esprima la più ampia protesta dei lavoratori dipendenti pubblici e privati contro la Finanziaria e l’intera politica economica e sociale del governo Berlusconi.
 
Cub, Cobas e Sdl intercategoriale intendono anche rispondere positivamente alla corale richiesta proveniente dall’intero popolo della scuola pubblica (studenti, docenti, Ata, ricercatori, genitori e cittadini in difesa della scuola) per uno sciopero generale che sappia raccogliere la spinta del possente movimento in difesa della scuola e dell’Università pubbliche che oramai da settimane è incessantemente mobilitato.
 
Perciò, Cub, Cobas e SdL intercategoriale convocano congiuntamente per la giornata del 12 dicembre lo sciopero generale di tutte le categorie per l’intera giornata :
 
- Contro la Finanziaria, i tagli e la privatizzazione di scuola e Università;
- Per la cancellazione della legge 133 e della 169 (ex-decreto Gelmini);
- Per usare il denaro pubblico per forti aumenti salariali e pensionistici per scuola, sanità e servizi sociali e non per salvare banche fraudolente e speculatori;
- Contro la precarietà e per l’abolizione delle leggi Treu e 30;
- Per la sicurezza nei posti di lavoro;
- Per la difesa del diritto di sciopero e il recupero dei diritti sindacali sequestrati dai sindacati concertativi.
 
Nella giornata del 12 dicembre le tre organizzazioni manifesteranno a livello regionale e provinciale, cercando la massima unità con le mobilitazioni degli studenti e del popolo della scuola pubblica che sarà in piazza in tutta Italia.
 
 
Cub  -  Confederazione Cobas  -  SdL intercategoriale

 

Venerdi 14 novembre, Manifestazione Nazionale STOP GELMINI a Roma

November 11th, 2008 November 11th, 2008
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L’ONDA ANOMALA NON SI ARRESTA!
VENERDI’ 14 NOVEMBRE, TUTTI A ROMA!
 
Venerdi 14 novembre, grande manifestazione nazionale di Scuola e Università.
 
Basta tagli a scuola, università e ricerca!
No alla trasformazione delle università in fondazioni!
 
Ritiro Immediato delle leggi 133 e 137.
Gli Unici tagli che vogliamo sono quelli dei soldi pubblici bruciati in spese militari, in aiuti ad affaristi bancarottieri ed in finanziamenti alle scuole private!
 
Spazio ai saperi liberi ed ai giovani precari.
Siamo noi la produzione, siamo noi il futuro!
 
Se ci bloccate il futuro, noi vi blocchiamo la città!
 
Venerdi’ 14 novembre
Manifestazione Nazionale di Scuola e Università a Roma
 
INFO: www.uniriot.org

 

Venerdi 7 novembre, Manifestazione regionale studentesca a Napoli

November 4th, 2008 November 4th, 2008
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NON PAGHEREMO NOI LA VOSTRA CRISI!
 
Sono ormai settimane che da Palermo a Milano si susseguono cortei, iniziative di lotta e occupazioni per il ritiro della legge 133/08.
 
Siamo in un momento di forte ascesa del movimento ed è per questo che siamo constantemente soggetti ad attacchi di ogni genere volti a frammentare le istanze della lotta, a strumentalizzarla e indebolirla con pratiche concertative.
 
Mai come oggi è necessario ribadire il carattere autorganizzato della protesta, il suo essere autonoma da ogni logica di partito e la necessità di lottare uniti.
Da qui nasce la necessità di costruire un ambito unitario in grado di collegare e coordinare le lotte dei singoli atenei e delle singole scuole, superando inutili particolarismi.
La protesta non soltanto deve continuare a livello cittadino, ma dobbiamo impegnarci affinchè tutte le realtà protagoniste di questa mobilitazione riescanoa organizzarsi anche a livello nazionale, fra di loro e con tutte quelle categorie sociali che sono colpite, come gli studenti, dal progressivo smantellamento dello stato sociale e dalla privatizzazione del sistema formativo.
 
Venerdi 7 Novembre
Manifestazione Regionale di Scuola e Università a Napoli
Concentramento ore 10.00 in Piazza Mancini

Il corteo si colloca nell’ambito della giornata di mobilitazione nazionale contro la legge 133 e in costruzione della manifestazione nazionale del 14 novembre a Roma.
 
Movimento Studentesco Campano
Rete dottorandi e Ricercatori delle università di Napoli
 
INFO: www.stopgelmini.org

L’onda anomala prepara la grande maregggiata

November 3rd, 2008 November 3rd, 2008
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L’ONDA ANOMALA PREPARA LA GRANDE MAREGGIATA
proposte di discussione dalla Sapienza occupata

Riprendiamo parola, dopo la giornata straordinaria di ieri. L’onda è diventata una grande mareggiata che ha invaso la città di Roma, milioni di studenti, insegnati, ricercatori, docenti universitari, bambini, un’alleanza senza precedenti ha chiesto di poter decidere sul proprio presente e sul proprio futuro. Intanto, migliaia di studenti scendevano in piazza in tutta Italia. Non si è trattato semplicemente di uno sciopero dei sindacati confederali, così come il 17 ottobre non si è trattato semplicemente di uno sciopero dei sindacati di base: in entrambi i casi si è trattato di un’esplosione sociale strabordante, incontenibile nelle sigle, così come nelle piattaforme. E’ il mondo della formazione in quanto tale che è sceso in piazza e ha bloccato il paese per chiedere l’immediata sospensione della legge 133 e del Dl 137, adesso divenuto legge.

L’onda anomala della Sapienza e di tutti gli atenei in mobilitazione in giro per l’Italia non poteva non contribuire alla mareggiata di ieri. Siamo stati parte pur essendo indipendenti dai sindacati, pur avendo costruito dal basso, facoltà per facoltà, ateneo per ateneo la nostra partecipazione. Solo a Roma 200.000 studenti si sono concentrati in piazza Esedra per poi dare vita ad un corteo alternativo che ha raggiunto e assediato il ministero dell’Istruzione. Un’altra grande giornata gioiosa e radicale che ha visto protagonisti non solo gli studenti delle facoltà occupate della Sapienza, ma anche gli studenti di Roma 3 e di Torvergata, gli studenti medi di tantissime scuole romane, studenti universitari e medi provenienti da altre città italiane.

Sulla scorta di questo bilancio attivo in primo luogo ci chiediamo come trasformare la potenza dello sciopero generale in uno strumento di conflitto continuativo con il governo che, non solo sembra poco interessato al dialogo, ma usa la minaccia, l’arroganza, le provocazioni neofasciste (la difesa dei picchiatori di Blocco studentesco, la sigla che fa riferimento all’associazione di chiara ispirazione neofascista Casa Pound, in questo senso parlano chiaro), per replicare ai movimenti. Per un verso l’assenza e il blocco delle procedure parlamentari, per l’altro l’offensiva e la criminalizzazione del movimento studentesco che mai come in questo momento è radicato, ampio e sostenuto dalla maggioranza del paese. La retorica della minoranza o dei facinorosi non tiene più di fronte alla forza dei fatti: ogni giorno decine di migliaia di studenti in piazza, lezioni all’aperto, seminari nelle occupazioni, blocchi della circolazione, azioni di protesta creativa, centinaia di facoltà e scuole occupate. Minoranza è il governo, la sua ostilità nei confronti della democrazia e delle grandi istituzioni pubbliche della formazione. Di fronte a quanto sta avvenendo poi sul terreno dei contratti, ci sembra scontato avanzare una proposta che non parla della saldatura tradizionale tra mondo della formazione e mondo del lavoro, ma che prova a nominare in forme comuni la risposta e l’opposizione sociale alle politiche del governo, all’arroganza di confindustria, ai provvedimenti che vogliono far pagare la crisi economica globale agli studenti, ai precari, ai lavoratori. Ci sembra questa l’occasione per promuovere uno sciopero generale "coordinato e continuativo" che, categoria per categoria, blocchi il paese e la produzione di ricchezza. "Noi non pagheremo la vostra crisi" è uno slogan che sta correndo di bocca in bocca e che sta facendo emergere una rivolta generazionale senza precedenti. Le sigle sindacali (confederali e di base), indipendentemente dalle loro divergenze programmatiche, dovrebbero avere la capacità di capire quanto sta accadendo nel paese e quale domanda di rottura e di trasformazione si sta radicando ed estendendo socialmente. Capire, ma anche agire di conseguenza e questa azione non può essere che lo sciopero, generale e generalizzato.

Per quanto riguarda il movimento universitario e studentesco riteniamo fondamentale costruire al meglio le giornate del 7 novembre e del 14 novembre: per un verso la mobilitazione dislocata, città per città, per l’altro la grande manifestazione nazionale a Roma. In entrambi i casi è necessario fare uno sforzo organizzativo importante, ma in particolare il 14 richiede l’impegno di tutti gli atenei in mobilitazione. In primo luogo, infatti, dobbiamo fare in modo che la manifestazione riesca al meglio, anche perché, con buona probabilità, si tratterà di un decisivo momento di opposizione e di conflitto non solo nei confronti della legge 133, ma anche nei confronti del progetto di riforma organica dell’università promesso dalla Gelmini e che dovrebbe essere reso pubblico al termine della prossima settimana. In secondo luogo dobbiamo rendere possibile, e organizzarci di conseguenza, lo spostamento di decine di migliaia di studenti: iniziare da subito un percorso di trattativa sulla mobilità è quindi fondamentale.

Riteniamo infine indispensabile dare vita ad una grande occasione di discussione assembleare nazionale a Roma e pensiamo che le giornate del 15 e del 16 novembre possano essere le più adatte: la scadenza del giorno prima, infatti, renderebbe possibile a tante e tanti di trattenersi nelle facoltà occupate della Sapienza e di poter partecipare alla discussione e di estenderla alle scuole e agli studenti medi in mobilitazione. Pensiamo ad un’assemblea che si ponga in primo luogo l’obiettivo di garantire l’estensione e la durata di questo straordinario movimento. Questo significa discutere innanzi tutto di contenuti e pratiche di lotta: come qualificare e far emergere in primo piano il tema dell’autoriforma; che tipo di rapporto promuovere con le realtà sindacali e le esperienze di lotta del lavoro precario; come dare continuità alle pratiche di conflitto e di blocco della città; come trasformare la mobilitazione contro la legge 133 e l’eventuale riforma in mobilitazione generale contro la crisi economica. In secondo luogo la discussione dovrà provare a definire forme e metodi della relazione nazionale, assumendo che non esistono ricette e che le soluzioni da raggiungere dovranno essere all’altezza della forza, dell’ampiezza e della ricchezza di questo movimento. Invitiamo tutte le facoltà occupate, gli atenei in mobilitazione a riflettere su proposte e idee da condividere, per far si che l’assemblea diventi una grande occasione di espressione e di organizzazione, nel segno dell’autonomia e dell’irrappresentabilità del movimento studentesco.

Roma, 31 ottobre 2008

La Sapienza occupata e in mobilitazione