La street art non ha mai ucciso nessuno

Comunicato Stampa
In risposta alla lettera della fiamma tricolore, sezione di Caserta

“Vile anonimato”, “screanzati”, “capi d’abbigliamento lerci e sudici come i propri intenti”: certo è difficile associare tali appellativi al post-scriptum finale da “anime belle” - “lungi da intenti provocatori” cit.) - con cui si chiude la lettera pubblicata ieri da La Gazzetta di Caserta a firma della segreteria cittadina di Fiamma Tricolore. Verrebbe quasi da rispondere a tono, ma così facendo non faremmo altro che abboccare all’amo della provocazione sottesa al di là delle buone intenzioni dichiarate.

E’ vero che siamo in un clima storico che vede pericoli ovunque, un tempo che ha fatto dell’ansia e della paura i sentimenti dominanti; è vero che ci sono forze politiche che della paura e della conseguente richiesta di
sicurezza hanno fatto una ideologia e uno strumento di governo e di consenso elettorale; è vero anche però che gli argomenti e i temi su cui creare ad hoc allarmismo sociale per poi proporre soluzioni liberticide e
autoritarie si stanno esaurendo e che quindi bisogna inventarsene sempre di nuovi: ma l’affermazione che la street art sia diventata addirittura un pericolo per la pubblica sicurezza non può che farci sorridere bonariamene. Certo, in clima di “ronde”, il legittimo sospetto che, tra qualche giorno, la paranoia securitaria che addomestica la coscienza collettiva possa far balenare nella testa di qualche politicante abile a manipolare le ansie e le paure della gente, l’idea di organizzare ronde anche contro gli artisti di strada ci assale terribilmente. Al peggio si
sa, non c’è mai limite.

Ci fa rabbia sapere che in una città come Caserta, dove lo smog da traffico avvelena l’aria che respiriamo, dove i
cementifici possono tranquillamente continuare l’ attività estrattiva distruggendo l’ambiente e la salute pubblica, dove i palazzinari hanno ormai occupato ogni metro quadrato di verde e di spazio aperto, dove si svende il patrimonio pubblico al miglior offerente, e dove i diritti e le lotte sociali sono il retaggio di un’epoca ormai passata di moda, possa esserci qualcuno che si preoccupa di fare - citiamo dalla lettera in oggetto - “iniziativa di politica sociale” fabbricando ad arte il nuovo nemico pubblico n°1: i giovani artisti di strada. Sono in tanti, in questa città, a fare retorica contro la “fuga di cervelli”, ma a quanto pare questi “cervelli” possono restare solo quando sono lobotomizzati e assuefatti alla realtà che li circonda. Cos’è che rende questa città posto invivibile? Forse il fatto di praticare l’arte di strada provando a sottrarsi al destino di isolamento e solitudine urbana? Non sarà forse
che ciò che rende Caserta simile ad una “periferia dormitorio” è il progetto di chi intende trasformarla ogni giorno in un centro commerciale “naturale” dove l’unico ad aver diritto di cittadinanza è l’utente-consumatore disciplinato, quello che usa l’auto per arrivare a parcheggiare fin dentro al negozio dove deve effettuare l’acquisto, quel cittadino-modello il cui spazio di vita si ferma sull’uscio di casa propria, quello per il quale lo spazio pubblico è roba da rotocalchi, chiacchiere da bar e veline imbellettate, o ancora desiderio di una merce
che possa dargli un’identità e uno status?

“Osiamo immaginare infatti, che quelle scarpe poste così in alto […] possano per gravità ed azioni meccaniche imputabili ad agenti atmosferici ferire più o meno notevolmente bambini, anziani e malcapitati che potrebbero essere, a loro volta, anche vostri parenti diretti” (cit.). Naturalmente noi ci auguriamo che l’increscioso evento non capiti mai quando a passare è il Dr. Nando Silvestri; qualcuno dovrebbe però spiegarLe che, nonostante in Italia si possano fare leggi liberticide, leggi razziste e xenofobe, nonostante che al limite si possa anche arrivare a proibire certe manifestazioni artistiche “vili” fatte con capi d’abbigliamento “lerci e sudici come gli intenti di chi le fa” con regolamenti e quant’altro, nessuno potrà mai contravvenire alle leggi della fisica approvando una legge in parlamento che impedisca alla tegola di cadere sulla testa del malcapitato passante! Rendere sicura la nostra
città equivale a dotarla di spazi di espressione e di libertà creativa, di diritti sociali per tutti/e, di verde pubblico e luoghi di aggregazione.
Questa è la vera sicurezza che noi auspichiamo per la città di Caserta.

Un’ultima battuta sul “vile anonimato”: in un’epoca che ha fatto dello spettacolo televisivo, dei visi ristrutturati dal cerone e della fama da grande fratello l’unico metro di misura della capacità creativa, l’anonimato è una scelta etica che rifiuta l’apparire per l’apparire e pratica l’espressione artistica urbana come cosa a portata di tutti e di tutte.

Siamo e saremo sempre a difesa degli spazi di espressione contro i rigurgiti da olio di ricino e manganello.

Laboratorio Sociale MillePiani
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Caserta

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