
Conflitto - Autogoverno - Cooperazione:
Assemblea pubblica costituente del “Network delle comunità in movimento”
Vorremmo poter dichiarare un nuovo assalto al mondo, un nuovo processo collettivo in cui misurarci e misurare la possibilità di fare un passo avanti verso quel “mondo migliore possibile”. Un processo in cui rinnovare la democrazia e la rappresentanza, dando nuove prospettive alla crisi di valori che attraversa la società. Vorremmo… ma intanto ci limitiamo a fare un network che non ha nessuna intenzione di rappresentare la forma moderna del rapporto società politica, ne ancor meno la chiave strategica per risolvere i nodi irrisolti della nostra democrazia. Più semplicemente vogliamo misurarci fino in fondo con le difficoltà del nostro tempo, partecipando attivamente alla riflessione in atto a sinistra e tra i movimenti.
E’ consuetudine che in fasi come queste i movimenti stiano a guardare, restituendo alla “politica” una legittimità sconosciuta prima. La nostra principale preoccupazione è proprio evitare che ciò accada rivendicando ai movimenti il diritto di parlare di politica, di indirizzare la riflessione sulle forme della rappresentanza, provando ad esercitare un ruolo che è ontologicamente proprio delle forme del conflitto. La Sinistra Europea è parte di questa riflessione, lì intendiamo portare il nostro contributo. La vulgata recita che i movimenti fanno politica nei processi reali, che così influenzano il mondo delle istituzioni. Al massimo per i movimenti c’è un ruolo possibile nelle dinamiche locali, lì dove possono esprimere con più efficacia la loro azione. In parte ciò è anche vero, se non fosse che si rischia di condannare i movimenti ad un ruolo marginale nel dibattito politico e quindi nei processi reali, riducendo il concetto di autonomia del sociale ad un eufemismo. Un rischio ancor più evidente oggi che, lontano dalla pressione esercitata dal “movimento dei movimenti”, profondi processi di trasformazione attraversano la politica, un periodo costituente del nuovo panorama con cui le istanze sociali ed antiliberiste dovranno fare i conti. Un terreno di battaglia politica quindi, nel quale la nostra voce, le nostre battaglie, le nostre forme di conflitto e di democrazia non possono essere assenti ma devono saper accettare la sfida. Una sfida indubbiamente complessa, ulteriormente complicata dall’accellerazione dei lavori intorno ai “cantiere della sinistra”. Si è avviato infatti un dibattito tra “costruttori” dell´unità a sinistra che mentre definisce il perimetro del cantiere auspica che siano in molti a lavorarci, anche tra i movimenti. E´ per questo che dobbiamo prendere parola ora, per impedire che gli unici morti sul lavoro di questi cantieri siano proprio i movimenti.
Pensiamo perciò ad un Network di chi si riconosce nel valore costituente dei movimenti, nella loro capacità di affrontare al di fuori di vecchi steccati ideologici le nuove questioni sociali, civili e ambientali nell´era del traballante centro-sinistra in Italia e della guerra globale permanente nel mondo. E nel fare ciò, ripartiamo dalle lotte che in questi anni hanno disvelato l´inganno del neoliberismo costruendo nuove forme di partecipazione e democrazia. Un percorso aperto a tutti coloro che scelgono l´insediamento sociale come premessa del proprio agire e che considerano la costruzione di legami solidali come fondamentale pratica politica, da chi gestisce uno spazio sociale a chi si autorganizza sui luoghi di lavoro a chi s´impegna in progetti di cooperazione o contro il proibizionismo. Per questo vogliamo costruire uno spazio pubblico di movimento, un percorso complesso e ambizioso, aperto e plurale, che racconta le strade di Genova 2001 e affianca la società civile in marcia da Scanzano Jonico a Venaus a Vicenza; che porta avanti le lotte contro la speculazione immobiliare, per il diritto all´abitare e la difesa dei beni comuni; per la chiusura dei cpt e per il reddito di cittadinanza; contro la precarietà e le nuove forme di schiavitù, ma anche per la difesa dei diritti conquistati. Così intendiamo sfidare la politica.
Ciononostante siamo anche convinti che la ricerca e la sperimentazione non possano esaurirsi in questa nostra sfida. C’è già un processo costituente di cui siamo parte attiva, fatto dai percorsi reali che attraversano le metropoli e i territori, alimentato da corpi e desideri compressi alla ricerca continua di vie di fuga. Un processo che accomuna tra loro scelte come le nostre e scelte diverse, tutte alle prese con lo stesso dilemma di fondo: restituire al conflitto sociale la capacità di trasformare radicalmente la società. A questi compagni e compagne chiediamo di mettere in comune storie e riflessione, avviando una discussione pubblica intorno a uno dei nodi fondamentali espunti dal dibattito attuale, l’unità dei movimenti. Un’unità da costruire fuori e contro le appartenenze e oltre le forme della democrazia rappresentativa, un antidoto ai tentativi di cooptazione e di autorappresentazione, ma soprattutto un salto di maturità politica per i percorsi di trasformazione del paese. C’è la tendenza a farci credere che riforma elettorale e legislazione sul lavoro, due temi da cui dipenderanno le relazioni sociali del prossimo futuro, siano temi lontani dai movimenti autorganizzati. Così come le incursioni e le diverse forme di autogoverno delle comunità locali, dove processi conflittuali e partecipativi possono divenire costituenti di nuova rappresentanza. E questo avviene perché sia le istituzioni che la politica si pensano esaustive sia nel momento del voto che nella tutela dei diritti. Per questo crediamo che ci sia bisogno che i movimenti irrompano con forza nel quadro politico assumendosi il compito di indirizzare la riflessione, indicando temi e priorità di intervento, evitando che i cantieri si continuino ad aprire e chiudere in barba all’interesse collettivo. Se c’è una cosa che abbiamo imparato nella nostra esperienza è che se c’è bisogno i cantieri si occupano, che a questo servono i movimenti. La proposta che facciamo è di misurarci collettivamente sulle battaglie da fare e sugli obiettivi da raggiungere indipendentemente dalle vicinanze e dalla collocazione politica dentro o fuori la sinistra radicale. Una riflessione rivolta a tutti, innanzitutto alle nostre sorelle e fratelli, ma anche a tutte quelle realtà che ogni giorno lottano contro il liberismo: movimenti, sindacati, comitati territoriali, collettivi di lotta, associazioni. Questo patrimonio di esperienze e di saperi che non sono riducibili a nessuna delle forme di rappresentanza attuali, ha molto da dire sulla rappresentanza e la partecipazione. Larga parte della soluzione alla crisi della politica e della democrazia passa da qui, dalla capacità di questo mondo di definire percorsi comuni con i quali affrontare il viaggio, sperimentando strade e modalità nuove di contaminazione e di democrazia.
Sappiamo che il terreno è impervio, ma il viaggio deve cominciare… un viaggio in cui i tanti mondi del prisma antiliberista devono trovare uno spazio per forme stabili di democrazia. Il viaggio deve cominciare, fino alla capitale dell’impero… perché la precarietà, la mercificazione della vita e la guerra siano cancellate per sempre dal nostro orizzonte. Il viaggio deve cominciare, fino alla capitale dell’impero e la via del ritorno è già sentiero di guerra… perché gli spazi conquistati segnano il terreno sottratto al liberismo e restituito alla vita e alla cooperazione sociale.
Nasce il Network delle Comunità in Movimento
Assemblea pubblica Domenica 20 maggio, alle 10.00, presso lo stabile occupato di Via Cesare de Lollis 6 a Roma
Promuovono: Action-Roma, Leoncavallo spa-Milano, Riva Sinistra-Roma, Giovani Comunisti/e, csa Depistaggio-Benevento, R.A.P.-Molise, Laboratorio sociale Mille Piani-Caserta, c.s.o.a Spartaco-S.Maria Capua Vetere, Metrolab-Bologna, la Talpa e l´Orologio-Imperia, Casetta Rossa spa-Roma, csoa Zona Bandita-Venezia, csa Grotta Rossa-Rimini, cs Grottakapovolta-Grottaminarda, Movimento antinucleare lucano, Aula Zenith-Cosenza.
Intervengono:
-Florian Wilde, Antifaschistische Linke-Berlin, block-G8
-Omeyya Seddik, militante dell’immigrazione e delle banlieues - parigi
-Nikolaj Heltoft, militante centro sociale Ungdomshuset - copenaghen
-Nokolas Argyriou, movimento delle università occupate di Atene
-Franco Piperno
-Nunzio D´erme
-Franco Berardi Bifo
-Haidi Giuliani
-Sandro Medici
-Centri sociali e lotte di coumunità dall´Italia